La pericolosissima "bomba Maya"

POZZUOLI –  In inverno fabbrica di botti illegale, in estate laboratorio per essiccazione e confezionamento di marijuana. Era questa la duplice destinazione d’uso di un capannone immerso nelle campagne di Licola, in via Madonna del Pantano al confine tra i comuni di Pozzuoli e Giugliano, scoperto dai finanzieri della locale compagnia diretti dal Comandante Michele Ciarla. Durante il blitz all’interno della struttura, il cui responsabile è L.S., 42enne di Pozzuoli, i militari hanno rinvenuto numerosi banconi da lavoro sui quali era in corso la produzione rudimentale di manufatti esplosivi, tra i quali la pericolosissima bomba dei “maya” del peso di circa 2 chilogrammi, in grado di provocare da sola, danni gravissimi alla stessa fabbrica e alle persone nel raggio di 50 metri. Insieme alla bomba “maya” nei locali venivano rinvenuti anche un quintale di materiale esplosivo, tra cui 15 “bombe” del peso variabile da 500 grammi a 2 chili, 13 chili di polvere da sparo e tutto il materiale occorrente per il confezionamento degli ordigni.

La droga rinvenuta nel capannone

LA DROGA –  Al blitz i militari giungevano a seguito di indagini, pedinamenti e appostamenti, intensificatesi con  l’avvicinarsi delle festività legate al capodanno, attraverso una più ampia azione di contrasto alla fabbricazione abusiva di manufatti esplosivi. Ma l’operazione non si fermava alla scoperta e al sequestro dei botti illegali e della terribile bomba “Maya”. Infatti, all’interno del capannone evidenti tracce di marijuana sul pavimento portavano alla scoperta di ben un  quantitativo di ben  2 chilogrammi di marijuana, già essiccata e pronta per l’immissione sul mercato.

L’ARRESTO –  Prova che il 42enne aveva da poco riconvertito il capannone a fabbrica di fuochi, in quanto nei mesi estivi, gli stessi locali erano stati adibiti a laboratorio di essiccazione e confezionamento di sostanze stupefacenti. A quel punto scattava la  perquisizione domiciliare che forniva ulteriori conferme circa l’attività di spaccio posta in essere dal quarantaduenne puteolano in quanto, ben nascosti, nel suo appartamento venivano sequestrati ulteriori 80 grammi di marijuana e 116 grammi di hashish già suddivisi in dosi da spacciare. A conclusione dell’operazione il 42enne responsabile del capannone veniva arrestato per spaccio di stupefacenti e detenzione di materiale esplosivo.

GENNARO DEL GIUDICE