Un momento dell'incontro di venerdì

POZZUOLI –  Politica, scadenze elettorali, bisogni della città e ruolo dei cittadini impegnati al di fuori dei partiti. Dopo il Convegno pubblico promosso da “Pozzuoli è tua” dello scorso venerdì 17 al Santa Marta dal titolo “Tavolo pubblico per fare chiarezza”, che ha invitato i partiti di Pd, Sel, Idv, Verdi e Fds ad uscire allo scoperto allo scopo di “unire le forze di sinistra”, è intervenuto su questi argomenti tra gli altri anche Dario Chiocca, tra i fondatori e presidente dell’associazione e della Testata giornalistica L’Iniziativa, radicata da anni sul territorio flegreo sul piano sociale e culturale.

PERSA UN’ OCCASIONE –  In merito alla manifestazione pubblica organizzata dall’associazione di “Pozzuoli è tua”, Chiocca ritiene che  «Per il momento sia stata persa un’occasione. L’intento dichiarato dai promotori era condivisibile. Invitato in qualità di rappresentante del nostro laboratorio politico sono stato ben lieto di partecipare all’assemblea e provare a dare un contributo. Tuttavia, in quel contesto non è stato possibile uscire con un rafforzamento dell’alternativa al centro-destra puteolano, né tanto meno può dirsi che sia stata fatta chiarezza al 100%».

Il presidente dell’associazione L’Iniziativa Dario Chiocca

COLPE E MANCANZE – Nelle impressioni di molti dei partecipanti, la colpa sarebbe da attribuire innanzitutto alle modalità di gestione della serata e in particolare alla “scaletta” degli interventi, dal momento che, facendo parlare prima i segretari di partito e poi il pubblico, molte delle domande poste non hanno trovato risposta. Ma non solo. Secondo l’attuale presidente de L’Iniziativa «Il problema resta di fondo: manca, tra le forze che sono state all’opposizione di Magliulo, dentro e fuori il Consiglio comunale, il confronto pubblico sul merito delle questioni programmatiche e sulle priorità per Pozzuoli. Tra i segretari di partito c’è chi insiste nel ribattere su chi è stato invitato prima o dopo ai tavoli di coalizione. Non credo che questo importi molto ai cittadini. Io, personalmente, parto da un altro ragionamento: di cosa ha bisogno Pozzuoli, in un’ottica flegrea, dopo diversi commissariamenti e alcuni decenni di perdita di identità? Di un governo credibile, che agisca per il cambiamento e che affronti questioni strategiche dalla posizione di forza dell’amministrazione come la riappropriazione del Rione Terra, il rapporto tra il centro e le periferie, la riqualificazione del patrimonio pubblico immobiliare, la difesa della costa contro le speculazioni, la valorizzazione delle attività produttive esistenti, lo sviluppo “integrato” basato sulle ricchezze ambientali e archeologiche, un piano alternativo per la gestione dei rifiuti, la lotta alla camorra. Vorrei che si parlasse di queste cose, è da qui che si costruisce la coalizione per il bene comune».

CREDIBILITA’  –  Fondamentale , quindi, sarebbe il programma, ma non solo. «Ritengo che quello sia solo il primo “banco di prova”. Il secondo è rappresentato dalla credibilità, legata al rinnovamento delle pratiche. Chi si candida alla guida della città oltre a vincere deve durare. E per durare deve praticare la democrazia reale e partecipata, come metodo. Relazionarsi continuamente con le categorie sociali e produttive direttamente interessate dall’azione amministrativa, coinvolgere le migliori risorse dei professionisti e dei giovani, allearsi con il tessuto produttivo sano per battere “gli invisibili”. Fare dell’ascolto non una concessione, ma un punto di forza. Chi può assumersi un impegno del genere? Evidentemente, solo chi raccoglie il consenso senza clientele, senza il sostegno dei poteri forti. Che erano e che devono restare dall’altra parte».

Durante il dibattito all’Hotel Santa Marta c’è anche chi ha duramente ridimensionato il ruolo delle associazioni, sostenendo che la scelta delle coalizioni e il “fare politica” spetti solo ai partiti.  «E’ un’idea al di fuori della storia – dichiara Dario Chiocca. Spesso i partiti sono ridotti a “simboli”, senza sedi, e da tempo non riescono a svolgere quel ruolo di corpi intermedi della società. Sia ben chiaro: ciò è un male per tutti e per la democrazia, ma proprio per questo le associazioni e i movimenti politici territoriali che non afferiscono all’antipolitica, sia quelli che provano a svolgere un ruolo di avanguardia critica in un più ampio contesto flegreo, sia quelli che non escludono un sostegno o una partecipazione più diretta alla competizione elettorale cittadina, hanno il diritto e il dovere di concorrere al dibattito sui progetti e sulle prospettive di una grande città come Pozzuoli. Ognuno nel rispetto del proprio ruolo. Da parte mia non posso che aggiungermi all’appello di chi auspica un confronto programmatico pubblico tra le forze democratiche e progressiste lasciando da parte ogni preclusione. In questa fase storica saranno poi i segretari e i dirigenti dei partiti, inevitabilmente, a determinare gli scenari elettorali e ad assumersi le loro responsabilità, consentendo a tutti di valutare tali scelte, nella massima trasparenza. Ma oltre l’appuntamento del 6 e 7 maggio, l’impegno costante e quotidiano per la propria terra non ha termini di scadenza».

 MARCO DI FRAIA