Un momento della conferenza dei Verdi

POZZUOLI –  Sembra il remake del famoso film del 1977 diretto da Giuseppe Bertolucci e interpretato da Roberto Benigni “Berlinguer ti voglio bene” quello che Francesco Emilio Borrelli sta girando in questi giorni a Pozzuoli. Si, perché dopo essere riuscito nell’impresa di smentire anche le smentite dando vita ad un “tutto e il contrario di tutto” il segretario regionale dei Verdi ora è impegnato nel ricucire lo strappo con il candidato a sindaco Vincenzo Figliolia e con l’intera coalizione di centrosinistra dopo il “caso-Tozzi”. Una telenovela ricca di colpi di scena, iniziata alle 11.30 di martedì 3 aprile, a mezz’ora dal termine di consegna delle liste elettorali e che in 8 giorni ha riservato clamorosi colpi di scena e “autogol” da parte del segretario dei Verdi che in mattinata ha lanciato messaggi “d’amore” al leader del centrosinistra «Amiamo senza essere corrisposti. Abbiamo riconosciuto l’errore, abbiamo rimediato e ora vogliamo sostenere Enzo Figliolia; Offriamo fiori e rose alla coalizione. Parole arrivate dopo l’annuncio con il quale Borrelli smentiva sé stesso: Comunichiamo che faremo la campagna elettorale. I nostri candidati vogliono concorrere. Sosteniamo con amicizia e fratellanza  Vincenzo Figliolia».

L'arrivo di Vincenzo Figliolia durante la presentazione delle liste

DIETROFRONT –  Decisione giunta dopo che egli stesso aveva annunciato che il partito si sarebbe autosospeso senza partecipare alle elezioni, senza fare campagna elettorale se non per il candidato a sindaco. Borrelli, attento a quanto accade in ogni paese della Provincia e sempre presente dal punto di vista mediatico con i suoi comunicati giornalieri su  temi di ogni genere, continua a giurare di non essere stato messo al corrente della candidatura di Tozzi «Fino alla sera prima né io né Enzo Figliolia sapevamo nulla»  Ma le contraddizioni non finiscono qui: in un partito che oggi giura di sostenere “vita natural durante” Enzo Figliolia si ritrova ad avere al suo interno candidati provenienti dal Partito del Sud che hanno già annunciato di non sostenere il candidato a sindaco. Insomma, è davvero il caso di dire “tutto e il contrario di tutto”.  E intanto Figliolia e i suoi hanno eliminato da manifesti e locandine elettorali il simbolo dei Verdi.

 

L'ex presidente del consiglio Paolo Tozzi

LA CONSEGNA LISTE E IL “CASO” TOZZI –  Tutto, come detto, iniziava con la “scoperta” da parte di Tommaso Pollice (oggi UDC) della presenza nella lista dei Verdi di Paolo Tozzi, ex PDL ed ex presidente del Consiglio. A quel punto, all’esterno della casa comunale a 30 minuti dallo scadere della presentazione delle liste, Pollice avvisava Figliolia che in pochissimi minuti si precipitava al comune per sciogliere l’apparentamento con i Verdi. Cosa che tecnicamente non era più possibile. A quel punto dopo la sfuriata di Vincenzo Figliolia arrivavano le parole di Borrelli che annunciava: «I Verdi si autosospendono dalla competizione elettorale a Pozzuoli, sosteremo solo il candidato a sindaco Vincenzo Figliolia (…); Tozzi deve rinunciare alla candidatura, se così sarà potremo pensare di fare la nostra campagna elettorale, altrimenti inviteremo a sostenere solo Figliolia Sindaco». Ma dopo 8 giorni tutto è rimasto come prima. Tozzi rimane nel partito e i Verdi faranno la campagna elettorale.

TOZZI E LA MANCANZA DI VETI Dopo essere stato ripudiato quindi, Paolo Tozzi rientra nei ranghi e il caso viene circoscritto a semplice “fatto di partito”.  «Basta polemiche, vogliamo partecipare e sostenere il candidato a sindaco – ha detto durante la conferenza stampa tenutasi questa mattina presso la “Casa di riposo per anziani” al Castagnaro il segretario Borrelli dopo aver annunciato che il partito prenderà parte alla campagna elettorale –  Noi non entriamo nelle candidature degli altri perché di persone della sua caratura di Tozzi ce ne sono altre e mi chiedo come mai ci sia tanto accanimento nei suoi confronti. Se ci sono altri motivi che ce li dicessero (…). Non sapevamo che esistesse un veto su Tozzi che viene osteggiato perché ha bei voti. Se mi avessero detto di non candidare Tozzi io non l’avrei candidato. Inoltre – ha affermato Borrelli cercando di togliersi qualche “sassolino” dalle scarpe” – Con i veti incrociati avremmo detto anche noi non alla presenza di 4-5 persone nel centrosinistra, ma è mancata la regola alla base. C’è ad esempio Pollice che prima si trovava nel centrosinistra, poi nel centrodestra e poi è di nuovo con loro. Al di là di Tozzi chiediamo alla gente di votare. Non mi è mai stato posto il problema Tozzi né in termini positivi né negativi. Non si può demonizzare per una sola persona, non c’è motivo di farci la guerra quando abbiamo dato tutte le spiegazioni e siamo stai un partito che dal primo momento, anche nei peggiori momenti per Figliolia è stato sempre fedele. La notte prima né io né Enzo sapevamo della candidatura di Tozzi».

Il manifesto del centrosinistra che esclude i Verdi

CASO AMIRANTE –  Alla conferenza stampa, alla quale hanno preso parte anche Vitale Cotena, (portavoce cittadino del partito) Giuseppe Martusciello (coordinatore flegreo) e  Gennaro Tavassi (esponente del movimento giovanile del partito) si è parlato anche di Giovanni Amirante, “ufficialmente” l’unico colpevole del caso-Tozzi e oggi sospeso dal partito. Quanto alla sua eventuale espulsione Borrelli ha precisato «Devo capire e parlare con lui. Poi per l’espulsione sarà il Gran Giurì a decidere. Anche se mi chiedo perché tanto interesse intorno all’espulsione di Amirante? Perché Artiaco che si è candidato a sindaco è stato espulso dal PD? Amirante ha fatto un grave errore ma bisognerà capire le motivazioni»

QUESTIONE DI SEGGI –  Francesco Borrelli ad un certo punto ha uno scatto d’orgoglio quando gli si fa presente che la presenza di Tozzi sia stata una scusa per eliminare i Verdi ormai non più “necessari” dopo l’entrata dell’UDC nella coalizione. Allo stesso tempo la candidatura di Tozzi e la sua eventuale elezione (visto il suo grosso bacino di voti) toglierebbe eventualmente un seggio proprio all’UDC o a un partito “minore” della coalizione di centrosinistra  «Se qualcuno credeva che noi stavamo qui per giocare e non per prendere un seggio si sbagliava perché noi ora punteremo a prenderne due. Queste elezioni per noi non devono essere precotte. Non dovevamo portare solo acqua al mulino»

LA SPERANZA –  Infine si conclude con una speranza  «Enzo l’ho sentito un minuto dopo la consegna delle liste. Poi l’ho chiamato e non mi ha più risposto. Mi sembra surreale che ora la battaglia sia tra Verdi e Centrosinistra. E vorrei far notare che con la situazione venutasi a creare i Verdi passeranno come vittime e non come carnefici.  Intanto domenica ci sarà la presentazione della coalizione di centrosinistra alla quale, almeno fino ad oggi, il partito di Borrelli non è stato invitato –  Da oggi fino a domenica potrebbe accadere di tutto.  Enzo (Figliolia) da buon cattolico come me, ci chiami e ci perdoni visto che  tutti possono sbagliare»

GENNARO DEL GIUDICE
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