Via Domenico Fatale

POZZUOLI –  Non ce l’ha fatta Pietro Paganelli, l’artigiano 72enne che lo scorso 5 maggio si sparò un colpo di pistola alla testa dopo aver ricevuto una cartella esattoriale da Equitalia. L’uomo, che viveva a Pozzuoli in via Domenico Fatale nella zona di Via Napoli è deceduto dopo 12 giorni di agonia nell’ospedale Loreto Mare di Napoli. Prima di esplodere un colpo alla testa con una pistola calibro 6.35 legalmente detenuta Pietro Paganelli lasciò un bigliettino con su scritto:  ”La dignità vale più della vita”.

SCONCERTO –  Rabbia e sconcerto questa sera a Via Napoli, nel vicolo di Corso Umberto I dove l’artigiano viveva da anni con la propria famiglia. Da queste parti c’era ancora un filo di speranza, nonostante il pessimismo dei medici che fin dal primo momento avevano definito drammatiche le condizioni di Paganelli a causa dei gravi danni riportati al cervello. “C’è tanta tristezza – ha affermato questa sera Antonio, un residente della zona – Quest’uomo è una vittima del sistema Equitalia che ci fa sentire dei delinquenti tutti, anche quando abbiamo un piccolo debito da pagare”

EQUITALIA – Motivazioni di tipo economiche dietro l’estremo gesto. La sera prima Paganelli aveva saputo di una seconda cartella esattoriale da 11mila euro che Equitalia gli aveva recapitato. Un peso troppo forte da sopportare per l’artigiano, che il giorno uscì di casa alle 6 del mattino per recarsi nel capannone di Mergellina. Niente di anomalo visto che era sua abitudine il sabato mattina uscire presto per andare a fare un giro in barca. Ma quel giorno così non fu. Paganelli fu ritrovato dal figlio in una pozza di sangue, ma ancora vivo. Dodici giorni appesi a un filo, poi il tragico epilogo oggi pomeriggio quando il suo cuore ha finito di battere.

GENNARO DEL GIUDICE