POZZUOLI – C’era attesa per la sentenza che vede a processo quattro imputati per il duplice omicidio dei boss Domenico Sebastiano e Raffaele Bellofiore. La decisione dei giudici è infatti slittata al prossimo dicembre, quando si conoscerà la verità giudiziaria per un caso risalente a ben 21 anni fa.

GLI IMPUTATI – Alla sbarra quattro big della mala flegrea: Gennaro Longobardi, Gaetano Beneduce, Nicola Palumbo e Salvatore Cerrone. Per tutti l’accusa è di concorso in duplice omicidio pluriaggravato dalla premeditazione, motivi abietti e finalità mafiosa. Era il 19 giugno del 1997 quando un commando formato da più persone – secondo la ricostruzione dell’Antimafia di Napoli – fece fuoco contro gli allora vertici della camorra di Pozzuoli. Un duplice assassinio particolarmente efferato, in cui le vittime furono raggiunte da numerosi colpi di fucile a canne mozze.

I COLLABORATORI DI GIUSTIZIA – Il massacro avvenne all’interno del rione Toiano, storica roccaforte del clan. Per un ventennio il caso è rimasto senza colpevoli, nonostante nel tempo le indagini si fossero arricchite delle dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia. Determinante, però, è stato il racconto del pentito Roberto Perrone, ras del clan Polverino. In uno degli interrogatori ha raccontato: «Dopo il duplice omicidio di Sebastiano e Bellofiore la gran parte degli affiliati del loro clan passò con noi alle dirette dipendenze di Cerrone e Longobardi».

COMUNE PARTE CIVILE – Dunque, secondo la ricostruzione dei magistrati, quel duplice omicidio servì a spazzare via i vecchi vertici della malavita flegrea, con la conseguente presa del potere da parte dei Longobardi-Beneduce. Per i quattro imputati, già in carcere per altro, la richiesta dell’accusa è l’ergastolo. Il Comune di Pozzuoli si è costituito parte civile.