POZZUOLI – Un quartiere in silenzio dopo l’arresto del boss Gennaro Longobardi. Bocche cucite tra i residenti della zona dove il capoclan viveva insieme alla famiglia all’ultimo piano di una palazzina popolare in via Libero Bovio a Monterusciello «Non abbiamo visto niente e non sappiamo niente» taglia corto un uomo di mezza età che si appresta ad entrare nel parco delle cosiddette “case mutanda”, uno dei tanti nomignoli attribuiti alle case di edilizia popolare sorte nel post-bradisismo.

IL QUARTIERE FORTINO – Nessuno sembra conoscere nè sapere che lì abitava fino a poche ore prima abitava il boss di Pozzuoli, unico dei pochi pezzi da 90 delle malavita napoletana ancora in libertà. Monterusciello era diventato una sorta di fortino per Gennaro Longobardi, che in questi mesi era stato più volte in giro per il quartiere. Sottoposto alla misura di sorvegliato speciale poteva tranquillamente spostarsi dalle 9 del mattino alle 9 di sera con la limitazione di non poter frequentare luoghi affollati e, in particolare, persone con precedenti penali. E il boss, quasi a voler “marcare” il territorio, girava tranquillamente per le strade del quartiere, dove forse si sentiva e protetto.