Il giuramento di Figliolia

POZZUOLI –  Nella città dove l’ultimo sindaco a portare a termine il proprio mandato è stato Gennaro Devoto eletto nel 1997, ieri dopo 250 giorni è tornato a riunirsi un consiglio comunale.  A Pozzuoli, nella seconda era-Figliolia, c’era uno sparuto gruppetto del comitato anti-discarica che contestavano al Sindaco la decisione di non aver scelto la cava del Castagnaro come location per il primo civico consesso. Nella sala del Mercato Ittico all’ingrosso tutti presenti: da una parte la larga maggioranza a 19 consiglieri, dall’altra i 5 dell’opposizione di centrodestra.  «Questo consesso sarà l’epicentro delle scelte politiche per la città dove auspico una dialettica e dei confronti tra maggioranza e minoranza anche duri, serrati ma corretti – ha esordito alla prima il nuovo sindaco Vincenzo Figliolia – quanto a Castagnaro nei prossimi giorni chiederò lo stralcio di quel sito al presidente della Regione».

ACCUSE – Poi il dibattito, serrato, con accuse tra i due schieramenti. L’opposizione non ha fatto sconti, usando parole al vetriolo per la coalizione messa su dal sindaco e per la nuova Giunta, nata con la “macchia” delle polemiche interne al partito dell’UDC.  Ma il primo consiglio comunale è stato anche quello della votazione del quinto punto all’ordine del giorno contro la discarica nella ex cava del Castagnaro approvato dal consiglio comunale e dell’elezione del nuovo presidente del consiglio, Enrico Russo, unico consigliere dell’Italia dei Valori, insieme ai Verdi partito di maggioranza senza rappresentanti nell’esecutivo. E’ stato eletto con tutti i voti della maggioranza, 19, mentre l’opposizione ha fatto uscire dall’urna 4 schede bianche mentre il leader Filippo Monaco abbandonava l’aula. Seguito poi dagli altri componenti della minoranza, che non avevano “gradito” il rifiuto di fronte alla richiesta di sospendere il consiglio per discutere intorno al nome del nuovo presidente. «Questa votazione è di parte, accordo di una spartizione di poltrone – ha accusato Espedito Fenocchio di Uniti per la Libertà – Abbandoniamo l’aula con la speranza che il consiglio comunale sia meno sindaco-dipendente»

GENNARO DEL GIUDICE
LE FOTO (di Angelo Greco)
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