POZZUOLI – E’ stato ufficialmente riammesso in servizio al Comune dopo oltre tre anni di carcerazione, ma ancora sospeso dal lavoro in forza del provvedimento disciplinare che lo colpì subito dopo il blitz dei carabinieri. L’arresto di un dipendente di via Tito Livio scattò nel 2014 e riguardò altre sette persone, accusate di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

LE ACCUSE DELL’ANTIMAFIA – Diversi gli episodi contestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nei confronti degli otto destinatari delle misure cautelari. Tra questi, l’aver preteso l’indennizzo da parte di un automobilista che aveva subito un sinistro con la propria vettura, o l’aver distrutto alcune slot machine dopo il rifiuto del titolare di un bar di cedere alle richieste estorsive. Lo “scongelamento” del provvedimento disciplinare – il cui iter era stato sospeso in attesa degli sviluppi giudiziari della vicenda – potrà ora avere diversi esiti. Il Comune potrebbe riammettere il dipendente o applicare la sospensione cautelare facoltativa per ragioni di pubblico interesse ostative alla ripresa del servizio.