via Sibilla, strada dove sorgono gli stabilimenti balneari

POZZUOLI –  Il tribunale di Napoli ha condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione con sentenza emessa al termine di procedimento con rito abbreviato un dipendente comunale di Pozzuoli, impiegato nel Settore Nettezza Urbana, per il reato di estorsione ai danni di una struttura turistico-balneare della zona di Licola. Per il dipendente comunale, già sospeso dall’incarico e senza stipendio in via cautelativa e in attesa della sentenza, adesso si profila il licenziamento come sottolinea il sindaco Vincenzo Figliolia.

AVVIATO L’ITER PER IL LICENZIAMENTO – «Avevamo già sospeso in via cautelativa il dipendente comunale all’atto dell’arresto con l’accusa di estorsione, adesso è arrivata anche la sentenza di condanna – dice il sindaco Figliolia – Appena informato dagli avvocati della sentenza, ho dato mandato al Segretario Generale del Comune di Pozzuoli, in qualità di capo del personale, di avviare senza indugio l’iter disciplinare con la proposta di licenziamento immediato del dipendente accusato di estorsione. Il Comune di Pozzuoli è al fianco di Sos Impresa e di tutti i cittadini e gli imprenditori onesti, appoggiando ogni iniziativa per la legalità, a cominciare dallo Sportello antiracket e antiusura aperto nel Mercato ittico all’ingrosso a novembre scorso grazie alla collaborazione con Gigi Cuomo di Sos Impresa.

L’APPELLO –  Rivolgiamo un appello alla cittadinanza – prosegue il Primo Cittadino –  affinché denunci ogni tentativo di estorsione o di imposizione dell’usura, per liberare il nostro territorio dalla camorra. Noi faremo la nostra parte anche con le costituzioni di parte civile nei processi di camorra, insieme alle forze dell’ordine, alla magistratura, alle associazioni antiracket e alla chiesa. Ma serve il coinvolgimento virtuoso di tutti i cittadini onesti di Pozzuoli».