Le foto di 4 dei 5 arrestati nel blitz di Monterusciello

POZZUOLI – Il corriere della droga era un ragazzino di 17 anni. A lui la banda aveva affidato il compito di fare la spola tra il nascondiglio e la piazza di spaccio che si trovava nel quartiere di Monterusciello che insieme al Rione Toiano è una delle roccaforti di quel che resta del clan Longobardi-Beneduce, decimato da arresti e condanne dopo la maxi-operazione “Penelope”. Una gang composta in tutto da 5 persone, che secondo gli inquirenti non sarebbe però legata alla compagine malavitosa per anni egemone a Pozzuoli. Probabilmente gente “fuori dal sistema”, dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti.

Armi e droga rinvenuti dai Carabinieri

I RUOLI –   A sgominare l’organizzazione un blitz condotto la notte scorsa dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Pozzuoli diretti dal Comandante Roberto Spinola in collaborazione con i militari della stazione di Monterusciello. In manette con l’accusa di detenzione di arma clandestina e ricettazione e per spaccio di stupefacenti sono finite cinque persone, tutte di Pozzuoli. Si tratta di Marco Leone, 47 anni e Vincenzo Leone, 19 anni, figlio di Marco; Procolo Pintore, 23 anni, Marco Costagliola, 20 anni e il 17enne. Proprio pedinando quest’ultimo che gli investigatori sono riusciti a smantella la banda che si era data ruoli ben definiti. Oltre al “corriere” infatti c’era lo spacciatore, il 20enne Marco Costagliola, colui che materialmente cedeva la droga. Infine il “custode”,  il 47enne Marco Leone: è proprio nella sua abitazione, in via Parini in una zona popolare a Nord del quartiere che i militari sono finiti dopo aver pedinato il minorenne.

IL BLITZ –  Insieme al proprietario di casa, al momento dell’irruzione c’erano anche il figlio di 19 anni Marco e il 23enne Procolo Pintore. I tre alla vista dei carabinieri hanno tentato di disfarsi della droga detenuta in casa lanciando da una finestra una borsa che subito veniva recuperata. Al suo interno i militari rinvenivano  23 grammi di marijuana, 16 grammi di hashish e una pistola semiautomatica calibro 9 con matricola abrasa oltre a 35 cartucce. Arma tenuta dalla gang per “difendere” la propria base di spaccio. Scoperto anche un sistema di videosorveglianza nell’edificio che sarebbe servito per “proteggersi” da eventuali irruzioni delle forze dell’ordine. Dopo il blitz, quattro dei cinque componenti della banda sono stati tradotti nel carcere di Poggioreale mentre il 17enne è stato trasferito nel centro di prima accoglienza ai Colli Aminei.

GENNARO DEL GIUDICE

LE FOTO DEGLI ARRESTATI

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