In ricordo del maresciallo Alfonso Trincone ucciso nella strage di Nassiriyia

POZZUOLI – Sono passati 10 anni, 10 lunghi anni da quel 12 novembre 2003 quando a Nassiriya, in Iraq, alle 10.45, un camion-bomba forzando il posto di blocco all’entrata di un recinto di una delle basi del contingente italiano, prosegue la sua corsa sino alla palazzina di tre piani che ospitava il dipartimento logistico e provoca una sparatoria. Ma dietro al camion fece irruzione anche un’auto imbottita di esplosivo e guidata da un kamikaze. Il bilancio fu di 12 carabinieri, quattro soldati dell’esercito e due civili italiani uccisi, nove civili iracheni morti, una ventina tra militari e civili, rimasti feriti. Tra di loro c’era un unico puteolano, il maresciallo dei carabinieri Alfonso Trincone. Oggi nel decimo anniversario della strage Pozzuoli ricorda il suo eroe.

UN LUNGO CORTEO – Un lungo corteo è giunto al cenotafio realizzato nel cimitero civico di via Luciano per deporre una corona di alloro, poi un’altra è stata posta sul cippo funerario collocato sul belvedere di San Gennaro, ha chiuso gli appuntamenti in ricordo delle vittime di Nassiriya, una messa officiata nella chiesa di San Gennaro alla Solfatara. Tra i presenti, il sindaco Vincenzo Figliolia, l’assessore alla Pubblica istruzione Alfonso Trincone, cugino e omonimo dell’eroe ucciso, il comandante della Legione Carabinieri Campania, generale Carmine Adinolfi, il comandante provinciale di Napoli, colonnello Marco Minicucci, il comandante della Compagnia Carabinieri di Pozzuoli, capitano Elio Norino. «Oggi noi tutti dobbiamo stringerci intorno alla famiglia – sottolinea il generale Adinolfi – per dare loro calore e conforto e ricordare i grandi valori che i nostri caduti rappresentano nella storia che non devono essere dimenticati, valori che mai come adesso ci servono per crescere socialmente e culturalmente».

UNA LETTERINA DAI PIU’ PICCOLI – Una letterina in ricordo del maresciallo Trincone, scritta dai bambini del Primo Circolo didattico Marconi di Pozzuoli, è stata letta da alcuni piccoli alunni davanti al cippo funerario sul belvedere di San Gennaro: “Ad Alfonso omaggio, per il suo coraggio. Per il suo amore, verso l’altrui dolore. Corone d’alloro alla sua memoria cantiamo in coro la sua gloria. Oh Alfonso che a Nassiriya la vita hai lasciato, qui da noi sempre ricordato”.

VIOLETTA LUONGO

LE FOTO (di Angelo Greco)

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