La visita dei consiglieri comunali ai depuratori

POZZUOLI –  Sono ancora troppi gli odori molesti creati dall’impianto del Depuratore di Cuma e manca un sistema di digestione anaerobica: l’hanno accertato nel corso di un accesso compiuto questa mattina i consiglieri comunali di Pozzuoli della VI Commissione Ambiente (Michelangelo Luongo, Mario Cutolo, Salvatore Caiazzo, Procolo Terracciano, Pietro De Vito, Filippo Monaco, Maurizio Orsi, Antonio Di Bonito e Elio buono) insieme all’assessore comunale all’Ambiente Franco Cammino. Nel loro giro di controllo all’interno del Depuratore, la delegazione è stata accompagnata dal professore Paolo Massarotti, custode giudiziario dell’impianto e dai rappresentanti della società Hydrogest Maurizio Marchetti e Fabrizio Di Nardo. «La nostra commissione già a fine agosto aveva redatto un documento che poi è stato recepito dalla giunta con una delibera e inviato all’assessorato regionale all’Ambiente nel quale chiediamo immediati interventi per il miglioramento funzionale dell’impianto – sottolinea il presidente della commissione Ambiente, Michelangelo Luongo – Come ribadito al professore Massarotti, riteniamo che sia fondamentale il buon funzionamento dell’impianto, sia per la tutela ambientale che per gli aspetti legati alla risorsa mare.

CRITICITA’ –  Durante la visita abbiamo rilevato alcune criticità, peraltro già segnatale alla Regione, a cominciare dagli odori molesti prodotti da alcune fasi di lavoro dell’impianto di depurazione: stazione ingresso, impianto liquami, fase di di sabbiatura e disoleazione, centrifugazione dei fanghi e fase di ispessimento dei fanghi stessi. Anche il deposito degli automezzi che trasportano i fanghi è maleodorante. Abbiamo chiesto che queste fasi di lavorazione avvengano al coperto e l’aria poi sia depurata – continua Luongo – E’ stato chiesto, inoltre, di utilizzare i fondi europei arrivati per la depurazione anche per coprire gli alvei all’aperto presenti a Pozzuoli. Resta il problema della digestione anaerobica. Ad oggi i fanghi non sono stabilizzati e pertanto bisogna capire perchè si rinuncia a tale fase che comporterebbe la produzione di energia a partire dal biogas. Sono problemi che dobbiamo affrontare e che sicuramente non permetteremo che tecnici, per quanto autorevoli e bravi, non tengano conto degli indirizzi dettati dalle amministrazioni locali democraticamente elette». La commissione, poi, ha eseguito anche un campionamento dei liquidi in uscita dal depuratore. «Sul versante della rifunzionalizzazione per l’adeguamento dell’impianto alla normativa vigente per quanto riguarda lo scarico dell’ex effluente depurato nel mare di Licola conclude Luongo – sono stati fatti passi avanti abbastanza sensibili tanto è vero che i campionamenti di acqua prelevati stamani in uscita dall’impianto erano limpidi».