POZZUOLI“Strutture deboli, calcestruzzo depotenziato, costruzioni fuori norma e a rischio”. Sarebbero queste le motivazioni che hanno portato al sequestro cautelativo del mercato ittico e ortofrutticolo di Pozzuoli. In tutto sarebbero (per ora il condizionale è d’obbligo) circa 10 le persone da iscrivere nel registro degli indagati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Secondo le ipotesi vi sarebbe una commistione tra colletti bianchi e camorra, a cui fanno gola i lavori pubblici.

GLI INDAGATI – Fondamentale sarà la relazione dei periti nominati dalla Procura di Napoli che stanno effettuando rilievi e carotaggi nella struttura, sotto la supervisione dei carabinieri del Nucleo Operativo di Pozzuoli che da gennaio del 2016 stanno conducendo le indagini coordinati dai Pm Antimafia Gloria Sanseverino, Giuseppina Loreto e dal procuratore aggiunto Filippo Beatrice. Un’indagine che potrebbe riservare clamorose sorprese nei prossimi giorni quando, in seguito alla “fase due”, il quadro sarà più chiaro.

LA STRUTTURA – Nel mirino dei tecnici sono finiti, in particolare, la consistenza della struttura, la pavimentazione, la qualità dei materiali utilizzati, le variazioni ai lavori in corso d’opera che hanno portato a un enorme aumento della spesa da parte del comune di Pozzuoli per un’opera di ristrutturazione avviata 4 anni fa. E proprio dagli uffici comunali che si attendono risposte su un modus operandi finito sotto la lente degli investigatori dell’Antimafia.