Cavalli allenati per corse clandestine sulla spiaggia di Cuma

POZZUOLI – Combattimenti tra cani, macellazioni clandestine, corse clandestine di cavalli, pesca di frodo, traffico di fauna selvatica, traffico di cuccioli: i crimini contro gli animali gestiti dalla criminalità in Campania presentano il segno “più”. Emerge dal Rapporto Zoomafia 2018 ‘Crimini e animali’, redatto da Ciro Troiano, criminologo e responsabile dell’Osservatorio Zoomafia della Lav. Il dossier è alla sua diciannovesima edizione e analizza lo sfruttamento criminale di animali avvenuto nel 2017. «Il primo dato che emerge dal nuovo Rapporto è la conferma della capacità penetrante della criminalità organizzata in settori diversi ma accomunati dal coinvolgimento di animali – afferma Ciro Troiano -. Interessi che si intrecciano con le più tradizionali attività manipolatorie e pervasive come la corruzione, la connivenza con apparati pubblici infedeli, il perturbare gli appalti, il controllo delle attività illegali sul territorio. Un altro dato da rilevare è la sempre maggiore gestione organizzata delle condotte zoocriminali. Sempre più spesso, infatti, si riscontrano reati associativi, perpetrati da gruppi di individui legati o dal concorso o da vero vincolo associativo”.

LE PISTE CLANDESTINE PER CAVALLI – Attività delinquenziale sempre di moda. Ogni tanto si scoprono piste ‘clandestine’ per allenare cavalli da corsa nella zona di Licola, Giugliano, Pozzuoli, Cuma. Si tratta di piste aperte in luoghi isolati, alcuni addirittura in zone protette. Spesso sono accompagnate da stalle costruite con materiale di fortuna dove sono tenuti gli stessi cavalli che sgambettano sulla pista. Su YouTube tantissimi video di corse clandestine di cavalli, girati dagli organizzatori, svolte in Campania, con tanto di colonna sonora di cantanti neomelodici. Nel 2017, secondo i dati ufficiali relativi all’elenco dei cavalli risultati positivi al controllo antidoping, ai sensi del regolamento delle sostanze proibite, 10 cavalli che correvano in gare ufficiali in Campania sono risultati positivi a qualche sostanza vietata. Gare svolte negli ippodromi di Aversa (5 cavalli), Napoli (11 cavalli) e Pontecagnano Faiano (1 cavallo). Benzoilecgonina (Metabolita della cocaina), Caffeina–Teofillina, Capsaicina, Carbazocromo, Clortalidone, Desametasone, Diossido di Carbonio (TCO2), Fenilbutazone e Ossifenilbutazone, Idrossimepivacaina, Oxazepam, Salbutamolo, Teobromina, Testosterone, e 16 Beta Idrossi Stanozololo (metabolita Stanozololo): queste alcune delle sostanze trovate nei cavalli da corsa in Campania.

I DATI DELLE PROCURE – L’Osservatorio Nazionale Zoomafia della Lav ha chiesto alle Procure Ordinarie e a quelle presso i Tribunali per i Minorenni, dati relativi al numero totale dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2017, sia noti che a carico di ignoti, e al numero di indagati per reati a danno di animali. Per la Campania le risposte sono arrivate da tutte le Procure Ordinarie e da tutte e due le Procure Minorili, quella di Napoli e quella di Salerno. «Nel 2017 in Campania – spiega Troiano – sono stati registrati 778 procedimenti per crimini contro gli animali (l’8,34% di quelli nazionali), con un tasso di 13,32 procedimenti ogni 100.000 abitanti; e 679 indagati (l’11,67% di quelli nazionali), con un tasso di 11,62 indagati ogni 100.000 abitanti. Si tratta di un trend pericolosamente in crescita».