Un delimitatore in ghisa danneggiato.

POZZUOLI – E’ giallo sulla continua scomparsa dei delimitarori di corsia posti lungo la banchina del porto utili a favorire la canalizzazione delle auto dirette all’imbarco. Infatti, delle tre file parallele di delimitatori installati qualche anno fa, oggi ne rimangono solo degli spezzoni che trasformano le tre corsie in un’unica grande carreggiata allargata rendendo “disordinati” i flussi di auto diretti alla procedura di imbarco.

ARREDO URBANO – Una pratica che non solo ha delle dirette conseguenze sul traffico ma anche dei gravi danni all’arredo urbano della città visto che in seguito alla rimozione dei delimitatori rimangono visibili sull’asfalto delle profonde buche ormai sede di carte, cicche di sigarette e di vegetazione spontanea.

Le buche sull'asfalto conseguenti allo sdradicamento.

FURTI O ATTI VANDALICI? – Ad una prima analisi il “caso” potrebbe essere archiviato come frutto di “normali” atti di vandalismo, ma alcuni elementi sembrano avallare una precisa spiegazione. Ormai da anni il valore della ghisa è in aumento e questo ha favorito il diffondersi di “furti cittadini” di strutture in ghisa che poi sono rivendute sul “mercato nero”. Una prassi non nuova, basti ricordare le continue sottrazioni di rame, altro metallo pregiato, da linee ferroviarie, sistemi cablati e cabine elettriche. Un tipo di furto che prima si concentrava essenzialmente sui tombini ma che ha poi ha spostato la sua attenzione a questi delimitatori. D’altronde non sembra esserci ulteriore spiegazione visto che si tratta di oggetti molto pesanti e solidamente fissati all’asfalto e che quindi per essere sradicati abbisognano di idonei strumenti e di “blitz” molto rapidi per non essere notati. Elementi che fanno passare in secondo piano l’ipotesi vandalismo.

ALESSIO GAMBARDELLA
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