Alcuni membri del comitato

POZZUOLI – Continua la battaglia del “Comitato ncopp ‘a terr”, un comitato di cittadini indignati sorto in occasione del 42° anniversario dello sgombero del Rione Terra e che proprio il 2 marzo scorso esordì con la sua prima manifestazione pubblica consistente in una fiaccolata commemorativa conclusasi dinanzi l’ingresso, sbarrato da un cancello chiuso, dell’antica rocca puteolana. Un evento al quale ne sono seguiti altri come quello dello scorso giugno dove il comitato organizzò una mostra fotografica per ricordare il Rione immortalando negli scatti le emozioni provate da chi è “al di là” del cancello, un evento dal nome “Il Rione Terra visto da fuori”.

L’ULTIMA INIZIATIVA – E proseguendo sulla linea delle emozioni provate da chi può solo guardare ma non toccare e vivere il Rione, nelle settimane scorse il comitato ha chiesto ai puteolani di mettere nero su bianco le sensazioni e le emozioni che il Rione evocasse loro, sensazioni da imprimere in una poesia. Versi che sono stati esposti su gigantografie poste lungo le Rampe Causa accompagnando i lettori in un viaggio del ricordo e degustando, tra una poesia e l’altra, frutta e vino tipici dell’area flegrea. Mentre seppur velato da un forte umorismo, un vero e proprio grido di dolore è stato lanciato attraverso un piccolo pezzo recitato dove la speranza di rivedere riaperto il Rione Terra viene sempre più affievolita dai continui rinvii che la consegna della rocca ha subito nel corso degli anni. Una scena realistica che ha visto protagonisti il politicante di turno con le sue finte promesse ed uno sconsolato custode di un cantiere perennemente chiuso.

Le poesie esposte lungo le Rampe Causa

LA BATTAGLIA –L’obiettivo è quello di ricordare la chiusura perenne del Rione Terra attraverso la cultura ed il ricordo. Non ci interessano proteste plateali e fine a se stesse, noi vogliamo porre l’attenzione sulla questione attraverso quello che il Rione Terra era e che soprattutto dovrà essere”, così Marialaura D’Amore una delle fondatrici del comitato. Una battaglia che proseguirà con almeno un evento al mese e volto a tenere alta l’attenzione. Tre gli obiettivi fondamentali del comitato: riappropriarsi degli immobili già portati a termine, partecipazione della cittadinanza nella definizione della destinazione d’uso dei lotti da destinare prevalentamente a fini culturali e sociali che rispondano alle esigenze della comunità puteolana e l’immediata cessazione del commissariamento regionale per investire di tali poteri organi cittadini.

Vino e frutta tipica dell'area flegrea

LA RABBIA – Rabbia e determinazione nelle parole dei fondatori del comitato. “Noi non faremo mai un evento all’interno del piazzale del Rione, sarebbe un’umiliazione chiedere permessi per qualcosa che ci appartiene e che ci è stato strappato ben 42 anni fa. Noi non dobbiamo chiedere nulla, il Rione Terra è dei puteolani. I nostri eventi sono eventi che in maniera simbolica e provocatoria si svolgeranno solo all’esterno della rocca. Solo quando il Rione sarà nuovamente aperto al pubblico e ci sarà restituito allora organizzeremo eventi anche all’interno”, queste le parole di Teresa Cannavacciuolo. Emblematica l’esclamazione di un puteolano che il Rione lo ha vissuto nell’epoca dove a trionfare era la miseria economica controbilanciata dalla ricchezza di valori e tradizioni: “Nessuno si può definire puteolano se non ha calpestato almeno una volta quelle strette strade del Rione ed effettivamente oggi sono sempre più pochi. Ci hanno strappato la nostra identità”, ha affermato Enzo D’Oriano anch’egli fondatore del comitato.

ALESSIO GAMBARDELLA

LE FOTO
[cronacaflegrea_slideshow]