Sembra essere tornati alla scorsa primavera

POZZUOLI – Ci risiamo il Tempio di Serapide è di nuovo una palude. È durata poco più di 100 giorni la “tregua” dell’acqua a quello che è per molti il monumento cittadino per eccellenza. Era il 7 maggio quando pubblicavamo che il Macellum Serapeo era finalmente libero dall’acqua che si appantanava sul lastricato. Le nuove pompe idrovore facevano il loro lavoro e il mercato di epoca romana era finalmente libero dall’acquitrinio.

DI NUOVO ALLAGATO – Oggi lo scenario purtroppo è nuovamente quello dei mesi scorsi, le pompe si sono probabilmente bloccate, e l’acqua resta nuovamente all’interno del Tempio. Non è ancora chiaro il motivo per il quale le pompe hanno smesso di drenare l’acqua dal prezioso sito romano ma fatto sta che  c’è di nuovo il fenomeno “dell’acqua alta” all’interno del monumento.

IL PROTOCOLLO D’INTESA – Il Tempio di Serapide era, assieme all’Anfiteatro Flavio, allo Stadio Antonino Pio ed altri “siti minori” protagonista del protocollo d’intesa tra Comune di Pozzuoli, Regione Campania e Soprintendenza ai beni Culturale ed Archeologici, che avrebbe permesso la fruizione delle antichità di epoca classica grazie all’intervento diretto nella gestione proprio del Comune di Pozzuoli. Il Serapeo in particolare al termine di alcuni lavori di recupero (tra cui proprio la risoluzione definitiva del problema degli allagamenti) sarebbe dovuto diventare visitabile (come anche per lo Stadio di Antonino Pio) ai gruppi organizzati mediante una precisa operazione di prenotazione. Oggi siamo ritornati ad una triste situazione che sembrava essere definitivamente risolta.

ANGELO GRECO

LE FOTO

[cronacaflegrea_slideshow]