POZZUOLI – Hanno fatto arrivare il loro grido di protesta al governatore Vincenzo De Luca, sabato mattina a Quarto per l’inaugurazione del cantiere per il raddoppio dei binari della linea Circumflegrea. Sono i dipendenti del centro Iside di Licola, specializzato nell’assistenza a pazienti con difficoltà psichiche.

50 LAVORATORI A RISCHIO – «Rischiamo di perdere il lavoro a causa di un’ordinanza dell’Asl Napoli 2 Nord che prevede la dismissibilità dei pazienti con la conseguente chiusura del centro – fanno sapere i circa 50 operatori che assistono 26 pazienti in regime residenziale e altri 30 in regime semi-residenziale – Evento simile è già accaduto presso una casa-famiglia, appartenente alle stessa società che ha visto “deportare” i pazienti in strutture distanti dal loro territorio di appartenenza, come Pozzuoli, con relativa difficoltà da parte dei familiari e sofferenza ulteriore dei malati che si sono visti improvvisamente privati della loro serenità e mandati in luoghi a loro sconosciuti come Mondragone e Caserta».

“CONSEGUENZE SUI PAZIENTI IRREPARABILI” – Una delegazione di operatori è riuscita a parlare con De Luca, subito dopo il taglio del nastro al cantiere Eav, riuscendo a strappare un interessamento del governatore alla vicenda , rassicurandoli circa un contatto a breve con il direttore generale dell’azienda sanitaria Antonio D’Amore. «Sia i vertici della società Serapide Spa, sia i sindacati, ignorano i motivi per i quali i pazienti vengono dimessi da queste strutture – aggiungono gli operatori – Qualora queste dimissioni dovessero avvenire anche per gli ospiti della struttura Iside, cinquanta famiglie si ritroverebbero senza più uno stipendio. Il lavoro svolto da diversi anni verrebbe vanificato, e il trauma subito da persone già profondamente colpite dalla sofferenza provocherebbe conseguenze irreparabili».