Un lotto di case popolari nel quartiere di Monterusciello

POZZUOLI – Caos nella sanatoria delle occupazioni del patrimonio pubblico abitativo di Pozzuoli. Nei giorni scorsi era apparso un avviso a firma di “Ufficio Patrimonio” che invitava a riformulare la domanda di sanatoria anche a chi ha presentato istanza già nelle precedenti sanatorie (93, 97, 2000 e 2001). Questa novità risale al 19 maggio scorso a poco più di due mesi dalla scadenza naturale dei termini di regolarizzazione (26 luglio).

POSIZIONE UNITA – A cercare di fare chiarezza sulla questione è Pasquale Di Bonito per il sindacato degli inquilini “Uniat “ – «La riproposizione della domanda può coinvolgere centinaia e centinaia di utenti – spiega Di Bonito –  e non solo quelli che l’avevano già presentata ma coloro che hanno preso residenza in coabitazione con un intestatario in sanatoria dal gennaio 1999 e che per decesso o allontanamento dellop stesso, non si trovano nella condizione di abusivo nonostante i due o più anni di convivenza e questo perché negli anni e nel decennio precedente non si è mai attivata alcuna istruttoria sulle migliaia di richieste di sanatoria”. Per il sindacalistio degli inquilini la colpa di questa situazione è tutta nell’immobilismo del Comune “Per il Comune e per i suoi Dirigenti l’onere massimo era bollettare, poi qualcuno domani ci penserà… e nel frattempo 3 Commissari, 2 Sindaci, 4 assessori e 3 Dirigenti con il risultato davanti agli occhi di tutti: completo fallimento!»

APPELLO AL SINDACO – Il sindacalista a questo punto lancia un appello al Sindaco e alla nuova amministrazione in procinto di insediarsi  «Al Sindaco infatti chiediamo da subito di attivarsi presso gli Uffici Regionali per una proroga dei termini della scadenza di sanatoria. Chiediamo, inoltre, perché questo patrimonio non è considerato dal Comune e dalla Città come un vero patrimonio da valorizzare, e chiediamo, infine di non essere come da quasi dieci anni a questa parte spettatori inermi di fronte a stravolgimenti, illeciti e conduzione a vista». Quindi, a meno di due mesi dalla scadenza dei termini per la regolarizzazione, Sindaco e assessori sono chiamati ad una vera corsa contro il tempo per sbrogliare quella che pare essere una matassa indistricabile, ingarbugliatasi sempre di più con il passare degli anni.

ANGELO GRECO