POZZUOLI – Nonostante i 36 anni trascorsi da quando gli abbatterono la casa, ed ancora oggi c’è chi attende di sapere da chi ricevere il giusto risarcimento. E’ l’assurda storia di una famiglia di Pozzuoli, che nel 1983 – l’anno nero del bradisismo – dovette abbandonare la propria abitazione per i danni subiti in seguito alle numerosissime scosse che in quel periodo facevano tremare centinaia di volte al giorno i Campi Flegrei. A seguito dei danni, quella casa fu poi gettata giù.

LA CAUSA  – Chi via abitava si trasferì altrove, ma in attesa di riceve l’indennizzo previsto dalle norme varate a quel tempo. Quasi vent’anni dopo, nel 2001, il capofamiglia face ricorso al Tribunale per fare valere i propri diritti citando in giudizio il Comune, la Presidenza del consiglio dei ministri e l’allora ministero del coordinamento della Protezione Civile. Dopo altri cinque anni, nel 2006, i giudici stabilirono che a dover mettere mano alle tasche non sarebbe stato l’ente locale, ma quelli statali. L’anno dopo il Tribunale condannò Palazzo Chigi al pagamento a favore della famiglia di Pozzuoli di poco più di 143mila euro. Una decisione che poi venne in gran parte ribaltata dalla Corte di Appello di Napoli nel 2013, quando venne riconosciuto responsabile il Comune per  “subito decremento”, riconoscendo tra l’altro un risarcimento ben più basso .

ANCORA UN GIUDIZIO – La vicenda, nonostante i primi 30 anni trascorsi dall’abbattimento, sembrava essersi chiusa in quel momento. Tutto dovrà ancora essere discusso, nuovamente in corte di Appello, con una formazione differente rispetto a quella del 2013. Così ha stabilito di recente la Cassazione, 36 anni dopo quello che fu un dramma per migliaia di famiglie, poi costrette ad una vera e propria diaspora terminata in gran parte tra i casermoni di Monterusciello.