Il tir durante una difficoltosa manovra

POZZUOLI – Gli ultimi episodi che hanno visto i trasporti eccezionali della Prysmian paralizzare il traffico cittadino, pongono necessariamente l’attenzione su una problematica ben più complessa: il trasporto merci e il passaggio di auto-articolati tra le strade della città.

IL PORTO –Il centro della questione è sicuramente rappresentato dal porto. A Pozzuoli non c’è assolutamente differenza tra porto turistico e porto commerciale: entrambi gli scali sono riuniti in un’area di ristrette dimensioni dove navi-merci e navi-passeggeri convivono da sempre. Vane sono state negli anni le numerose proposte e i progetti che prevedevano lo spostamento del porto commerciale verso quella parte di costa su cui affacciano le vecchie strutture industriali nella zona ex Sofer e quindi lontano dal centro storico in maniera tale da diminuire i disagi alla circolazione. Mentre da anni si dibatte della radicale valorizzazione e trasformazione del piccolo puteolano in un grande e moderno porto che dovrebbe ospitare circa 2.000 posti barca e che dovrebbe estendersi fino a tutto il Molo Caligoliano (oggi scalo commerciale) e raggiungibile direttamente con una bretella che partirebbe dalla rotonda di via Campana. Ma il tutto per ora rimane, è il caso di dirlo, in alto mare nonostante lo stanziamento di fondi ad opera del CIPE.

Lo scalo turistico a sinistra e lo scalo commerciale a destra (foto tratte dal web)

ASSENZA DI INFRASTRUTTURE –Ma è proprio questa commistione e la carenza di infrastrutture che complica notevolmente le operazioni di scarico e carico merci nonché il trasporto delle stesse per le vie cittadine. Con la chiusura ormai perenne di via Pergolesi i grossi auto-articolati sono costretti a imboccare obbligatoriamente via Fasano non potendo raggiungere la parte alta della città a causa delle strette vie attorno al porto, vedi via De Fraja, via Marconi e le strade alternative a via Pergolesi come via Ragnisco e via Pisacane. Strade non percorribili per questi “giganti”. Così a rimanere disponibile è solo via Fasano che conduce ad Arco Felice dove i grandi auto-articolati devono pericolosamente districarsi tra la piccolissima Piazzetta Aldo Moro per poi svoltare in via Campi Flegrei provocando gravi ripercussioni sulla viabilità e la sicurezza di pedoni ed automobilisti. Come è accaduto per ben tre volte (solo negli ultimi sette giorni) quando dei mezzi usciti dalla Prysmian trasportanti grandi bobine di cavi hanno letteralmente paralizzato il traffico cittadino. O ancora come non ricordare il grave incidente avvenuto la scorso settembre alla rotonda di Lucrino dove un grosso TIR con rimorchio, impossibilitato nell’attraversare la piccola rotonda, salì sull’adiacente marciapiede abbattendo un segnale stradale che colpì al capo un passante.

L'incidente alla rotonda di Lucrino

CHE SOLUZIONE? – Come si evince il problema è infrastrutturale. Le nostre strade, soprattutto quelle del centro storico, sono strade che hanno più di cento anni e che difficilmente si conciliano con le esigenze commerciali di un porto che proprio a causa di queste inefficienze negli ultimi ha perso il suo ruolo di importante scalo commerciale. Una situazione che impone necessariamente la definizione di importanti interventi infrastrutturali. Ma nell’attesa, l’imminente ma sempre poi rimandata apertura di via Pergolesi potrebbe in parte alleviare tali inefficienze permettendo ai grossi auto-articolati di raggiungere la tangenziale senza intasare le strette strade del quartiere di Arco Felice.

ALESSIO GAMBARDELLA
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