POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa da parte dei sindacati “Asia USB Napoli” e “Mutuo Soccorso Napoli”.

IL COMUNICATO – Sono stati giorni intensi per le famiglie di via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Giornate caratterizzate dall’ansia di non sapere il giorno dopo dove trovarsi e dove poter dormire, al riparo dal freddo e dalla pioggia. Al tempo stesso sono stati anche giorni pieni di determinazione e voglia di riscatto: presidi quotidiani al Comune di Pozzuoli, occupazione dei suoi uffici, incontro con il Vescovo, interviste ai giornalisti e volantinaggi per la città hanno contraddistinto le settimane passate degli abitanti dei container. In particolare il sit-in alla Prefettura di Napoli di lunedì scorso, dove le famiglie di via Carlo Alberto Dalla Chiesa di Pozzuoli, assieme a quelle di via Mazzini, a Marigliano, si sono unite per rivendicare, a prescindere dalle loro situazioni differenti, il sacrosanto diritto all’abitare e diritto alla salute per tutti; e soprattutto che le loro emergenze non vengono affrontate sotto il profilo dell’ordine pubblico ma che gli sia garantita una risposta dalla “politica”, cioè dalle istituzioni locali e regionali della Campania.ISTITUZIONI ASSENTI – Istituzioni, con in primis il Comune di Pozzuoli, che sono colpevoli delle ingravescenti nefaste conseguenze che, con sempre maggiore continuità, si stanno abbattendo sulla salute e sulla qualità degli abitanti dei container, mortificati nei loro diritti, costituzionalmente garantiti, nonché nella propria dignità quali uomini e donne, da oggettive condizioni ambientali (vedi la presenza dell’amianto) ed igieniche, intollerabili e mortificanti per ogni essere umano, nell’anno 2018. Sin dai primi giorni in cui abbiamo conosciuto le famiglie, ci siamo battuti per un soluzione positiva per tutti e tutte. La politica che dovrebbe dare risposte concrete, che nel Comune di Pozzuoli, è rappresentata dal sindaco del Partito Democratico, Vincenzo Figliolia, ancora oggi risulta del tutto insufficiente. Ci duole dichiarare, dopo il secondo incontro che abbiamo avuto con il sindaco Figliolia, che le sue soluzioni sono del tutto INSUFFICIENTI. Ancora una volta l’unica soluzione che propone l’amministrazione comunale per risolvere l’emergenza abitativa è un sussidio temporaneo, che non riuscirà a permettere un affitto alla luce dei prezzi del mercato immobiliare.

LA DENUNCIA – Le probabili soluzioni da noi proposte, come l’occupazione temporanea di un edificio pubblico, in attesa del completamento degli 80 alloggi popolari di Monteruscello, e la ricerca di nuove soluzioni, in sede di Comitato Metropolitano, con il coinvolgimento delle altre istituzioni, come la Città Metropolitana di Napoli e la Regione Campania, non sono state prese in considerazione dall’Amministrazione. La Regione Campania, che ha la competenza delle politiche della casa, non è meno responsabili e finora è rimasta silente. Denunciamo l’irresponsabile comportamento dell’Amministrazione di Pozzuoli che ignora la gravità dell’emergenza casa e di salute che sempre più abitanti del campo incorrono. Questo atteggiamento contribuisce ad ingigantire una delle più grandi emergenze della nostra provincia.

I SOLLECITI – Nelle ultime ore abbiamo sollecitato la Prefettura di Napoli nel riconvocare il Comitato Metropolitano per coinvolgere tutti gli attori in campo per la ricerca di una soluzione valida e concreta per le 40 famiglie di Pozzuoli. È inaccettabile che sulla vita di 180 persone, che già hanno subito 33 anni di vita dentro l’amianto, avvenga lo scarica barile istituzionale e il rimpallo delle responsabilità. Ci batteremo per confermare la convocazione di questo tavolo interistituzionale: finché non sarà data una soluzione concreta a queste famiglie ci opporremo allo sgombero, e chiameremo in solidarietà le tantissime persone che in questi giorni hanno sostenuto questa battaglia.