Gennaro-Carnevale-27-anni

POZZUOLI – Dopo la raffica di “no” alle richieste di scarcerazione dopo l’operazione “Iron Men” in due hanno presentato ricorso in Cassazione: sono il 27enne Gennaro Carnevale alias “Tubettiello” e il 41enne Biagio Gargiulo alias “Biagio ‘o Falegname”. I due, arrestati all’alba del 29 novembre insieme ad altre 40 persone, si giocano l’ultima carta per uscire dal carcere in vista del maxi processo che vedrà alla sbarra decine di affiliati alle varie organizzazioni criminali che negli ultimi anni si sono mosse sotto il cartello “Longobardi-Beneduce”.

biagio-gargiulo-41-anni

CONDIZIONI DI SALUTE – Il Tribunale del Riesame ha infatti respinto anche per Gargiulo e Carnevale le richieste di scarcerazione avanzate dai legali. Per il 27enne di Monterusciello il GIP Alfano ha rigettato la richiesta degli arresti domiciliari per gravi motivi di salute, che il Giudice invece ha ritenuto compatibili con la detenzione presso il carcere di Secondigliano.

LE MINACCE – Gennaro Carnevale è ritenuto uno degli uomini del gruppo che faceva capo ai fratelli Ferro. Stando agli atti dell’inchiesta “Iron Men” nel marzo del 2012 Carnevale si rese protagonista di minacce nei confronti di un uomo a cui intimò di spacciare droga per conto dei “compagni”. Il 27enne si recò a Monterusciello insieme ad altri due affiliati presso l’abitazione dove la vittima viveva con la moglie,  minacciando: «Se non accetti devi stare fuori casa altrimenti ti buttiamo la benzina sotto la porta di casa e ti incendiamo». Dopo pochi giorni, il 12 marzo, dopo aver bussato alla porta dell’abitazione dell’uomo, secondo le indagini Carnevale insieme agli altri due avrebbe dato fuoco all’auto della vittima.

STESSA SORTE – Insieme a Gennaro Carnevale anche Biagio Gargiulo, 41 anni, alias “Biagio ‘o Falegname”, uomo di fiducia dei fratelli Ferro, tenta la carta della Cassazione per uscire dal carcere. ‘O Falegname è ritenuto come la mente del gruppo Ferro e in grado di tenere i contatti con gli imprenditori e dare loro “protezione”, riscuotere le rate delle estorsioni e ripartire il denaro tra gli affiliati liberi e quelli detenuti. Dopo 4 mesi di carcere e in attesa del processo, che dovrebbe partire in primavera, Gargiulo ricorre contro la decisione del Riesame che a poche settimane dal maxi blitz respinse tutte le richieste di scarcerazione eccetto quella di Filippo Lucignano, l’unico arrestato attualmente non detenuto in carcere.