di Gennaro Del Giudice

Ribaltate le sentenze di assoluzione nel processo-Penelope

POZZUOLI – La sentenza è arrivata dopo 12 ore di Camera di Consiglio, nell’aula bunker del carcere di Poggioreale, dove la settima sezione della Corte d’Appello di Napoli, presieduta dalla Dottoressa Di Mauro,  ha letto le sentenze di condanna in secondo grado del processo “Penelope” per 36 degli 84 arrestati durante il blitz del 24 giugno del 2010. Tutte persone ritenute  dagli inquirenti legate al clan camorristico Beneduce-Longobardi egemone nei Campi Flegrei.

 

IL PROCESSO – d’appello, durato quasi un anno, ha visto coinvolti decine e decine di imputati e di avvocati. Un dispositivo che parla chiaro: condanne confermate, con diversi abbuoni di pena, e condanna per quasi tutti gli imputati che in primo grado il 20 settembre del 2011 erano stati assolti dal Giudice per le indagini preliminari in sede di rito abbreviato. Una vera frustata, un capovolgimento di fronte che ha colpito gli imputati che a vario titolo erano stati scagionati e scarcerati dall’esito della sentenza di Primo grado: Baldino Salvatore (difeso dai penalisti Antonio Abet e Diego Di Bonito), Covone Sergio ( difeso dalla penalista Lia Visone), Attore Castrese , Beneduce Massimiliano, Palumbo Nicola alias “faccia abbuffata” e Bucci Giancarlo (difeso dall’avvocato Rossana Scotto di Santolo).

 

L’arresto di Lino Pagliuca durante l’operazione “Penelope” del giugno 2010

NUOVE CONDANNE E CONFERME – Il resto degli imputati si è visto confermare le pene di primo grado e molti altri invece hanno “strappato” riduzioni di pena come la famiglia Pagliuca, i cui membri hanno ottenuto sensibili sconti di pena rispetto alle pesantissime condanne di primo grado; così anche altri imputati hanno avuto un abbassamento della pena come Di Francia Raffaele alias “Lello o’ Pollo” (difeso dall’avvocato Saverio Senese), Palumbo Francesco  “O’Capone” (difeso dagli avvocati Girolamo Catena e Lorenzo Sozio), Aulitto Ferdinando (difeso dal legale Antonio Alaio), De Vito Gennaro detto “Tuttù” (difeso dall’avvocato Raffaele Affuso), Esposito Gennaro “Chips” (difeso dall’avvocato Gennaro Marano).

 

GLI IMPUTATI SONO ACCUSATI – a vario titolo, dei reati di associazione a delinquere di stampo mafioso, tentato omicidio, estorsione, detenzione  illegale di armi, traffico e spaccio di droga. Tra le condanne spiccano i 17 anni e 4 mesi di reclusione inflitti a Salvatore Pagliuca, al figlio Procolo detto “Lino” (per entrambi in primo grado erano stati inflitti 20 anni) ritenuti dagli stessi inquirenti a capo dell’omonimo clan “Pagliuca” e alla moglie e madre dei due, Partorina Arcone, condannata a 14 anni e 8 mesi reclusione (contro i 18 anni del Primo Appello). Ferdinando Aulitto 9 anni e 4 mesi (contro i 20 anni inflitti in primo grado).

 

L’OPERAZIONE “PENELOPE” – Era l’alba del 24 giugno del 2010 quando i Carabinieri del  carabinieri del comando  provinciale di Napoli e della compagnia di Pozzuoli  sgominarono un intero clan. Ottantaquattro arresti fu il bilancio dell’operazione denominata “Penelope”, la tela che per anni aveva imbrigliato la cittadina flegrea. L’operazione rappresentò il completamento di un’ indagine che nel 2003 portò all’arresto di 40 esponenti della cosca per estorsioni al mercato ittico di Pozzuoli. Furono coinvolti esponenti delle due famiglie che presero il sopravvento nell’area flegrea nel 1997 a conclusione di un sanguinoso scontro con i rivali del clan Sebastiano-Bellofiore. Alla pax mafiosa fece seguito un contrasto tra i Longobardi e i Beneduce (con i primi alleati al gruppo dei quartesi) per il controllo di una serie di attività illecite come le estorsioni, il traffico di stupefacenti e la gestione dei videopoker negli esercizi commerciali della zona, con  l’intrusione del clan dei Sarno (poi sgominato da arresti e pentimenti dei boss). L’indagine si era fondata in particolare su intercettazioni telefoniche, uno strumento che gli inquirenti giudicano essenziale per scoprire le attività delle cosche e sulle rivelazione di alcuni pentiti.

 

LE CONDANNE IN SECONDO GRADO ( riportiamo i nomi degli imputati che hanno avuto variazioni di condanna rispetto  alla sentenza di Primo Grado del 20 settembre 2011)

ARCONE GAETANO – 7 anni di reclusione

ARCONE PARTORINA – 14 anni e 8 mesi di reclusione

AULITTO FERDINANDO – 9 anni e 4 mesi di reclusione

AVALLONE LEONARDO – 12 anni e 8 mesi di reclusione

AVALLONE VITTORIO – 10 anni e 8 mesi di reclusione

BENEDUCE ROSARIO – 12 anni di reclusione

CARNEVALE VINCENZO – 13 anni e 4 mesi di reclusione

COMPAGNONE LUCIANO – 11 anni e 8 mesi di reclusione

DE SIMONE ALBERTO – 4 anni di reclusione

DE SIMONE UMBERTO – 8 anni e 5 mesi di reclusione

DE VITO GENNARO – 10 anni e 8 mesi di reclusione

DI COSTANZO SAVERIO – 9 anni e 6 mesi di reclusione

DI COSTANZO GIACOMO – 6 anni di reclusione

DI DOMENICO FILIPPO – 4 anni e 8 mesi di reclusione

DI FRANCIA RAFFAELE – 10 anni di reclusione

DI ROBERTO RAFFAELE – 6 anni di reclusione

ESPOSITO GENNARO – 6 anni di reclusione

FERRO SALVATORE – 8 anni e 5 mesi di reclusione

GESSO SALVATORE – 9 anni e 4 mesi di reclusione

LUONGO ANTONIO – 12 anni di reclusione

MARCELLINO FERDINANDO – 6 anni e 9 mesi di reclusione

MASTRANTUONI FRANCESCA – 4 anni e 8 mesi di reclusione

PAGLIUCA CINZIA – 4 anni e 8 mesi di reclusione

PAGLIUCA MARIO – 9 anni di reclusione

PAGLIUCA PROCOLO – 17 anni e 4 mesi di reclusione

PAGLIUCA SALVATORE – 17 anni e 4 mesi di reclusione

PALUMBO FRANCESCO – 6 anni di reclusione

SANNINO GENNARO – 6 anni di reclusione

TIZZANO SAVERIO – 5 anni e 4 mesi di reclusione

ATTORE CASTRESE – 7 anni di reclusione

BALDINO SALVATORE – 11 anni e 4 mesi di reclusione

BENEDUCE MASSIMILIANO – 6 anni di reclusione

BUCCI GIANCARLO – 6 anni di reclusione

COVONE SERGIO – 7 anni e 2 mesi di reclusione

PALUMBO NICOLA – 13 anni e 4 mesi di reclusione

DEL GIUDICE EUGENIO – 10 anni di reclusione