lucio-illiano2POZZUOLI – Il suo nome compariva tra i 79 contenuti nell’ordinanza “Iron Men” ma nei sui confronti il 29 novembre scorso il GIP di Napoli non aveva emesso alcuna misura cautelare. Invece dopo 42 giorni le porte del carcere di Secondigliano si sono aperte anche per Lucio Illiano, 36enne di Pozzuoli, già noto alle forze dell’ordine e ritenuto un affiliato al clan Longobardi. Ieri mattina l’uomo è stato arrestato nella sua abitazione a Monterusciello dai carabinieri del Nucleo Operativo di Pozzuoli (diretti dal tenente Luca La Verghetta) in seguito a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. Illiano è accusato di associazione di stampo mafioso e associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

domenico-illiano-65-anni
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PADRE E FRATELLO IN CARCERE – Lucio Illiano è il figlio di Domenico Illiano alias “Mimì Malacarne” e fratello di Strato Illiano detto “Ninotto”, entrambi arrestati lo scorso 29 novembre. Il nome del 36enne compare insieme a quello del padre, di Strato e di altri 4 fratelli all’interno dell’ordinanza “Iron Men”. Secondo i collaboratori di giustizia Lucio partecipava alla gestione e riscossione delle tangenti estorsive presso il mercatino di Monterusciello. Accuse specifiche che, a differenza del padre e del fratello, non hanno portato a nessuna misura cautelare nei suoi confronti.

strato-illiano-41-anni
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SPACCIO DI DROGA – Mentre Lucio Illiano – secondo i racconti dei collaboratori di giustizia – era inserito nell’organigramma delle piazze di spaccio gestite nel corso degli anni dai vari gruppi che hanno agito sotto il cartello dei Longobardi-Beneduce. In particolare la sua attività avveniva nel quartiere di Monterusciello. Il suo nome è legato anche all’aggressione di Gennaro Gaudino alias “Genny” che- stando al racconto del collaboratore Napoleone Del Sole – avvenne perchè lo stesso Gaudino aveva intimato a Lucio Illiano di non versare i soldi delle estorsioni ai fratelli Ferro, chiedendo tutta la somma per se. In quell’occasione “Genny” fu portato da Mimì Malacarne al cospetto di Andrea e Antonio Ferro e picchiato con una mazza da baseball.

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