Durante il blitz un elicottero ha sorvolato il Rione Toiano

POZZUOLI – Quarantadue abitazioni perquisite, novantasei persone identificate e due donne denunciate per abuso edilizio tra cui anche una vicina parente di Gaetano Beneduce, in carcere dal 2009 e ritenuto dagli inquirenti promotore e organizzatore dell’omonimo clan. E’ questo il bilancio dell’operazione “Alto Impatto” condotta dall’alba di ieri nel Rione Toiano di Pozzuoli. La parente del presunto boss, insieme ad un’altra donna, è stata denunciata per aver realizzato abusivamente su suolo di proprietà del comune di Pozzuoli dei manufatti edili rispettivamente di 30 e 50 metri quadrati con annesso di giardino. Le strutture sorgevano in uno spazio antistante alle cosiddette “Case parcheggio”, complesso di case popolari all’interno del quartiere puteolano notoriamente ritenuto dagli inquirenti sotto l’egemonia del clan camorristico “Longobardi-Beneduce”.

 

GRANDE DISPIEGAMENTO DI UOMINI – Durante le operazioni, che hanno visto un grosso dispiegamento di uomini e mezzi che hanno cinto d’assedio per ore il quartiere, sono stati identificati anche 26 pregiudicati e 2 appartenenti al suddetto sodalizio criminoso del clan, 3 colpiti da avviso orale e 3 sottoposti ad obbligo di soggiorno. Il Rione Toiano, insieme al quartiere di Monterusciello, è stato per anni uno dei feudi del clan Longobardi-Beneduce ormai decimato dalle pesanti condanne arrivate dal processo “Penelope”. Infine, controlli e perquisizioni hanno interessato anche 30 automezzi presenti nella zona. Alla vasta operazione, durata l’intera mattinata, i carabinieri della Compagnia di Pozzuoli diretti dal Maggiore Roberto Spinola insieme ai colleghi del 10° Battaglione Campania, un elicottero del 7° nucleo Carabinieri di Pontecagnano e con la collaborazione della Polizia Municipale.

GDG