POZZUOLI – Sul caso delle bollette dell’acqua “pazze” recapitate a molti cittadini puteolani riceviamo e pubblichiamo la dichiarazione del capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Pasquale Giacobbe: «Oltre al danno anche la beffa per i cittadini Puteolani che, nei giorni scorsi, si son visti recapitare le bollette dell’acqua, riferite all’anno 2017, con aumenti esorbitanti e con errori di calcolo macroscopici -afferma Giacobbe -Infatti con la delibera di giunta comunale n. 77 del 31/07/2017, poi ratificata in consiglio comunale nella seduta del 13/08/2017, da me votata contro, Figliolia e la sua maggioranza hanno deciso di non cancellare l’aumento del 30 per cento della tariffa dell’acqua del triennio 2017/19 (approvata, in consiglio comunale il 30 marzo 2017, giustificandolo come atto dovuto per l’aumento delle tariffe, da parte della Regione Campania, della fornitura idrica dell’acquisto dell’acqua all’ingrosso da parte dei comuni), nonostante, l’8 giugno 2017 il Tar Campania accoglieva il ricorso dell’azienda napoletana ABC (Ex Arin) e quindi di fatto l’aumento delle tariffe veniva annullato».

DIETROFRONT – «L’amministrazione comunale di Pozzuoli, invece, -continua il consigliere comunale di opposizione- ha deciso di continuare il percorso degli aumenti, non più giustificabili, a discapito dei cittadini Puteolani. Al danno economico verificatosi, si aggiunge anche la beffa di una disorganizzazione nella giusta compilazione delle bollette inviate nei giorni scorsi, a dimostrazione di ciò, è di qualche ora fa un comunicato dell’amministrazione che fa “mea culpa” ritornando sui propri passi, ammettendo il proprio errore organizzativo, concedendo ai cittadini la possibilità di comunicare la “reale lettura” dei consumi e avere una nuova bolletta, con le dovute correzioni. Il sottoscritto, -conclude- a nome del partito di Forza Italia, ha votato contro gli atti in Consiglio Comunale e continuerà la sua battaglia, su questo tema e su tutti gli altri temi che riguarderanno la città nell’esclusivo l’interesse della propria collettività».