POZZUOLI – Tra le palazzine popolari del lotto 5 di Monterusciello per anni gli uomini del clan Longobardi hanno gestito lo spaccio di droga. Una zona da sempre “fedele” al capoclan detenuto, nei mesi scorsi finita nel mirino dell’aspirante boss Carlo Avallone, a che ha dato la caccia ai reduci dello storico clan con stese e attentati. Mesi di paura e coprifuoco fino all’arresto del “fantasma”. Ora però lo scenario è cambiato nuovamente, sullo sfondo ci sono le parole del nuovo pentito di camorra, Antonio Ferro, nipote dell’altro boss di Pozzuoli, Gaetano Beneduce. In questo agglomerato di palazzine composte da blocchi di cemento che sorge alle spalle di via Umberto Saba che i collaboratori di giustizia hanno descritto una piazza di spaccio gestita da Gennaro Gaudino detto “Genny”, nipote del boss Gennaro Longobardi. Ed è proprio qui che nella mattinata di oggi i carabinieri con l’ausilio di cani antidroga hanno setacciato la zona.

PIAZZA DI SPACCIO – Negli ambienti criminali il lotto 5 rappresenta una importante piazza di spaccio di hashish la cui gestione avveniva proprio attraverso Genny Gaudino, pochi giorni fa destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, appendice della maxi operazione “Iron Men”. Nei confronti di Gaudino il pm della DDA di Napoli ha chiesto una condanna a 12 anni di carcere.

“NEMICO DEI FERRO” – Ma Gaudino è anche ritenuto un “rivale” dei fratelli Ferro, un ribelle accusato di aver animato una fronda nei confronti dei nipoti di Beneduce, in quanto forte dell’imminente uscita dello zio Gennaro Longobardi. La punizione arrivò da parte di Andrea e Antonio Ferro che insieme ad altri affiliati picchiarono selvaggiamente il 43enne. A dare il via alle violenze fu proprio il nuovo collaboratore di giustizia che colpì “Genny” con il calcio di un fucile.