I sigilli posti dai militari. Sullo sfondo una struttura sottoposta a sequestro

POZZUOLI – Blitz questa mattina da parte delle Capitanerie di Porto di Napoli e Pozzuoli che hanno sequestrato 8 stabilimenti balneari lungo il litorale di Licola Mare. L’accusa per i gestori è di “Abusi edilizi su suolo demaniale”. Il provvedimento di sequestro preventivo e’ stato emesso dal Gip di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica.  A porre i sigilli alle strutture, tutte situate in via Sibilla, sono stati i militari diretti dai comandanti Rosario Meo e Andrea Pellegrino «Le operazioni di oggi sono in ottemperanza alle ordinanza di sequestro poste in essere dal GIP. Tali ordinanze arrivano dopo mesi di indagini durante i quali sono stati riscontrati tali abusi» ha spiegato sul posto il Comandante della Capitaneria di Porto di Napoli Rosario Meo che ha coordinato le operazioni.

 

IL BLITZ – E’ iniziato intorno alle 8 circa, quando decine di militari hanno notificato le ordinanze di sequestro preventivo ai gestori dei lidi. Fuori ad ogni stabilimento balneare, posto sotto sequestro, erano presenti uno o più mezzi della Capitaneria di Porto. Tutte le operazioni si sono svolte in un clima di apparente calma senza che si siano presentati particolari momenti di tensione. Dopo le notifiche, sugli arenili apposti i “classici” nastri bianchi e rossi per delimitare le aree interdette ai bagnanti che sono stati costretti a lasciare le spiagge.

 

NOVE SEQUESTRI 10 GIORNI FA – Il blitz di Licola arriva a 10 giorni dopo la maxi operazione dei Carabinieri che lo scorso 9 luglio sequestrarono ben 9 stabilimenti balneari nel vicino tratto di costa di Varcaturo. In quell’occasioni, i militari della Compagnia di Giugliano, eseguirono un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP di Napoli su richiesta della Procura della Repubblica. A seguito di indagini infatti, sarebbe emerso come diversi chilometri di costa siano stati illegittimamente occupati sulla scorta di concessioni scadute e in alcuni casi del tutto assenti.

 

LE FOTO (di Angelo Greco)

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