POZZUOLI – Di nuovo brutte notizie per i bagnanti. Le analisi dell’ARPAC, su campioni prelevati il 13 Giugno scorso ai piedi del Rione Terra, hanno fatto registrare la presenza di batteri fecali oltre i valori limite. Conseguentemente, il Sindaco, Vincenzo Figliolia, ha emanato oggi l’ordinanza che vieta temporaneamente la balneazione lungo parte del litorale di Via Napoli (dal Rione Terra fino al civico 89 di Corso Umberto I).
In particolare, la concentrazione di enterococchi intestinali è risultata essere 10 volte superiore alla soglia consentita (2005n/100ml) mentre quella di escherichia coli circa 4 volte superiore (2005n/100ml). Inoltre, i tecnici dell’Arpac hanno rilevato la presenza in zona di strisce dense di schiuma color beige. Come da normativa, seguiranno in questi giorni ulteriori analisi, che in caso di esito favorevole determineranno la revoca del divieto.
Ricordiamo che il monitoraggio Arpac viene normalmente eseguito con cadenza mensile durante l’intera stagione balneare (da Aprile a Settembre) con la finalità di dare indicazioni puramente di tipo igienico-sanitario sulla qualità dell’acqua.

CARTELLONISTICA CARENTE – Con il recepimento della Direttiva Europea sulle Acque, attraverso due normative nazionali (D. Lgs. N.116/2008 e decreto del 30 marzo 2010), i Comuni costieri sono tenuti ad informare il cittadino in modo puntuale, attraverso cartelli che devono essere posti nei “luoghi di maggiore afflusso”. Sono due le tipologie di cartelli che devono essere esposti: quelli sulla qualità delle acque, che hanno la funzione di divulgare al pubblico la classe di qualità del mare, riportando i dati delle ultime analisi e le eventuali criticità della spiaggia stessa, e quelli sui divieti di balneazione che possono essere temporanei, se legati a un fenomeno di inquinamento “passeggero”, o permanenti.
Occorre, purtroppo, evidenziare che il Comune di Pozzuoli, al pari di molti altri, non eccelle nell’informazione al cittadino. Sono praticamente assenti lungo tutto il litorale i cartelli relativi alla classificazione delle acque mentre quelli relativi ai divieti lascia spesso a desiderare per tempestività di installazione e rimozione. A Via Napoli ad esempio, nella zona ai piedi del Rione Terra è ancora presente un divieto, tra l’altro errato poiché permanente, risalente al 2017.