POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo dall’avvocato penalista Lorenzo Sozio la lettera inviata al direttore della “Metro” di Pozzuoli in seguito a un disservizio avuto all’interno del locale commerciale. La “vittima” è la moglie del legale, al nono mese di gravidanza.

LA LETTERA – Egregio Direttore, con la presente sono a segnalarLe lo spiacevole episodio accaduto presso il punto Metro di Pozzuoli a via Campana verso le ore 12,50 al reparto ittico di vendita e servizio al pubblico, dove il sottoscritto ha visto negare il pronto servizio in favore della propria moglie in stato di gravidanza abbastanza avanzato e vistoso (nono mese) da parte del personale ivi presente al banco. Nonostante fossimo in attesa davanti al reparto indicato già da diversi minuti in attesa dell’intervento di un operatore che ci servisse e la sola presenza di una famiglia di fianco a noi; sopraggiungeva un operatore che malgrado avesse visto la presenza della donna in gravidanza si è diretto verso l’altro nucleo familiare con una certa confidenza e senza chiedere nemmeno il numerino di prenotazione. Stupiti della mancata osservanza della consolidata norma consuetudinaria e di buona educazione e civiltà in favore della priorità verso le donne in gravidanza, rispettata in tutta Italia, abbiamo atteso altrettanti minuti che un’altra operatrice sopraggiungesse dal retro del reparto. Costei non appena si avvicina al banco si rifiuta di servire mia moglie perché non aveva il numerino, ignorando del tutto la normativa e le buone maniere in favore delle donne in gravidanza, sicché dopo un sorrisino beffardo si rivolge nei confronti di altro utente appena sopraggiunto che gli passa davanti perché munito di numerino. Lo scrivente si è sentito in dovere di informare la direzione, in quanto Metro è uno storico e ottimo marchio che da comportamenti irrispettosi del genere da parte del proprio personale ne riceve certamente nocumento e cattiva pubblicità. Sarebbe il caso di aggiornare il proprio staff delle norme di educazione civica. Tanto dovevo.