POZZUOLI – Ancora un caso di un assegnatario di alloggio popolare di Monterusciello che però aveva a disposizione un’altra casa, motivo del provvedimento di decadenza dell’assegnazione da parte del Comune. E a nulla è servito, almeno per ora, vendere la seconda abitazione.

LA VENDITA ALLA FIGLIA – Ad acquistarla, infatti, la figlia dell’assegnatario, prova dell’effettiva disponibilità dell’immobile da parte del nucleo familiare. La vicenda è finita anche in tribunale, dapprima con un ricorso al Tar e successivamente al Consiglio di Stato. E’ stato quest’ultimo ad essersi espresso pochi giorni fa, bloccando per il momento il provvedimento di via Tito Livio. E’ il gennaio scorso quando l’Ente informa l’assegnatario dell’avvio del procedimento di decadenza. Come detto, a causarlo è la scoperta che la moglie dell’uomo fosse proprietaria di un’altra casa, un alloggio del tutto compatibile con le necessità dell’intera famiglia.

VIA ENTRO 60 GIORNI – Nel marzo successivo l’iter si perfeziona con l’ordine di lasciare l’alloggio popolare entro i successivi due mesi. Ma nel frattempo la seconda casa era stata venduta alla figlia. Secondo la Quinta Sezione del Tar Campania l’atto di vendita «conferma la disponibilità da parte del nucleo familiare di un alloggio idoneo ad essere abitato e giustifica conseguentemente l’adozione dell’atto impugnato». Il ricorso quanto deciso dal Comune viene dunque respinto, ma poi è approdato al Consiglio di Stato che ha stabilito, per ora, di sospendere la decadenza in fase cautelare. Il tutto tornerà ad essere discusso al Tar.