I cancelli dell'Anfiteatri Flavio non saranno più chiusi

POZZUOLI – Mai più Anfiteatro Flavio chiuso, mai più Antonino Pio visibile solo dall’esterno, mai più acqua nel Tempio di Serapide. Comune di Pozzuoli, Sovrintendenza e Direzione Regionale per i beni Culturali e Paesaggistici hanno firmato, lo scorso 4 aprile, un protocollo a tre che dovrebbe da subito porre rimedio alle criticità dei maggiori siti archeologici della città di Pozzuoli.

APERTURA DELL’ANFITEATRO FLAVIO – Nel documento si precisa che il Comune di Pozzuoli si impegna di mettere a disposizione dell’Anfiteatro Flavio personale comunale per garantire l’apertura negli orari vigenti del prezioso sito, che nell’ultimo hanno ha vissuto diverse difficoltà. Il Comune garantirà tre unità per il periodo invernale (novembre – marzo) e sei in quello estivo (aprile – ottobre). Da ora in poi sarà possibile anche visitare lo Stadio Antonino Pio, in questo caso non ci sarà l’apertura quotidiana e continuativa,  ma il Comune di Pozzuoli garantirà ai gruppi (minimo 10 persone) di poter visitare su richiesta il sito, tutto mediante una prenotazione presso l’info point. Con le stesse modalità di Antonino Pio sarà visitabile anche il Macellum Serapeo, da sempre godibile solo dall’alto: infatti,  per il Tempio la Soprintendenza si impegna all’immediata pulizia e liberazione dall’acqua e dal fango delle rovine.

I SITI MINORI – Non sono solo i grandi siti ad essere coinvolti dal protocollo di intesa. Il Comune di Pozzuoli infatti si impegna a recuperare e valorizzare anche la “Scuola dei Flautisti”, la Piscina delle Centocamerelle in Villa Avellino e le Tabernea di Via Luciano (accanto la Chiesa dell’Annunziata). Inoltre sempre il Comune di impegna a valorizzare tutti i siti acheologicvi attraverso spettacoli ed altri eventi di promozione.

UNA SOLUZIONE INNOVATIVA – Quella trovata in questo protocollo di intesa è una trovata operativa interessante che potrebbe essere a breve estesa per altri siti di Pozzuoli e de degli altri Comuni flegrei. Una sorta di progetto pilota, che per ora ha durata annuale e che potrà essere rescisso da una delle parti in causa. Un esperimento che l’amministrazione Figliolia aveva annunciato già a dicembre e che finalmente ha trovato la sua fase operativa. Un punto di partenza da dove iniziare un nuovo modo di gestire i beni archeologici e naturalistici.

ANGELO GRECO