POZZUOLI – E’ senza dubbio una crisi profonda, la seconda più acuta dopo quella dell’estate del 2016. E come in quell’occasione, anche questa volta a salvare Vincenzo Figliolia, ci ha pensato un consigliere di opposizione. Un revival andato in scena questa mattina, protagonista quel Sandro Cossiga “cacciato” dalla maggioranza appena due anni fa. La politica non finisce mai di stupire e così a mettere una “pezza” all’assenza di ben 8 consiglieri di maggioranza (di cui tre del PD e tre della lista civica del sindaco) ci ha pensato il giovane candidato sindaco di centro, uscito sconfitto appena 9 mesi fa.

Sandro Cossiga

LA CRISI – Una crisi che era nell’aria da tempo. Dopo aver disertato il consiglio comunale monotematico di ieri (il tema era l’approvazione dell’importante delibera per lo stanziamento di aiuti economici agli occupanti del campo container) anche questa mattina erano assenti i consiglieri di maggioranza Luigi Manzoni (presidente del consiglio), Salvatore Caiazzo e Maria Rosaria Testa del PD; Gianluca Sebastiano, Francesco Amato e Filomena d’Orsi della lista civica del sindaco; Lydia De Simone, ex dei Verdi ora nel gruppo misto; Antonio Villani della civica “Idea Pozzuoli”. Assenze pesanti a cui va data una lettura “politica” e che è il sintomo di una profonda crisi che sta vivendo la variegata maggioranza Figliolia.

L’ABBANDONO – Pertanto dopo aver preso atto delle numerose assenze tra i banchi della maggioranza hanno lasciato l’aula anche i consiglieri di opposizione Pasquale Giacobbe (Forza Italia), Antonio Caso (M5S) e Raffaele Postiglione (Pozzuoli Ora). Ma il numero legale è stato garantito proprio da Cossiga. Situazione imbarazzante da un punto di vista politico di cui ha preso atto anche il sindaco durante il suo intervento. E che ha fatto quasi passare in secondo piano l’importanza di un consiglio comunale che aveva all’ordine del giorno, tra i vari punti l’Approvazione tariffe tassa sui rifiuti (TARI) anno 2018; il progetto MAC – Monterusciello Agro-City; e l’istituzione del regolamento per l’Osservatorio della legalità.