Le guardie giurate in sciopero mostrano le polizze del banco dei pegni

POZZUOLI – Dopo i dipendenti della mensa protestano anche le guardie giurate dell’ospedale “Santa Maria delle Grazie” di Pozzuoli.  Ventiquattro ore di sciopero da parte dei dipendenti dell’Istituto di Vigilanza privata “L’Aquila” che lamentano il mancato pagamento dell’ultima quattordicesima, di parte dello stipendio di agosto e della tredicesima del 2011. Inoltre, già sanno che alla scadenza di domani non saranno pagati gli stipendi relativi al mese di settembre. Ad incrociare le braccia 31 dei 33 dipendenti dell’azienda, che hanno aderito allo sciopero indetto dalle tre sigle sindacali presenti in azienda: Cisl, Uil ed Ugl.

LE GUARDIE GIURATE DELL’OSPEDALE – Tra i diversi appalti dell’azienda di vigilanza ci sono l’ospedale “Santa Maria della Grazie” di Pozzuoli, diversi presidi dell’Asl Napoli 2 nord e la sede puteolana dell’Agenzia delle Entrate. Tutti siti che dalla mezzanotte di ieri e per l’intera giornata di oggi non stati controllati dai vigilantes. «L’azienda lamenta di non essere stata pagata dall’Asl e per questo motivo non ci paga, ma noi mica siamo dipendenti dell’azienda sanitaria?» spiega Urso Giovanni, rappresentante sindacale della Cisl. A lui fa eco Salvatore Incoranato della Uil «Non solo non siamo dipendenti dell’Asl, ma soprattutto non siamo dipendenti legati al solo servizio all’ospedale. Noi siamo  impegnati in tutti i settori dell’istituto di vigilanza, quindi le ragioni dell’azienda non reggono,  che fine fanno i soldi degli altri lavori che svolgiamo per l’azienda? Se continuano a non pagarci siamo pronti ad indire un nuovo stop di 48 ore se non avremo in tempi brevi tutto ciò che ci spetta».

DIFFICOLTA’ ECONOMICHE –  I sindacalisti pongono l’accento anche sulle difficili condizioni economiche che il mancato pagamento delle spettanze sta portando «Tra di noi c’è chi sta ricorrendo al banco dei pegni per riuscire a mettere il piatto a tavola, ci sono delle scadenze che in questa situazione non riescono a rispettare. C’è un’altra cosa che ci preoccupa, il destino del nostro TFR, mesi fa un nostro collega è andato in pensione e ad oggi non ha ancora ricevuto un solo euro del suo fondo, dobbiamo preoccuparci?». L’appalto con l’Asl “L’Aquila” l’ha ottenuto mediante una “associazione temporanea d’impresa” con un altro istituto di vigilanza, che oggi ha coperto con i propri dipendenti i servizi che solitamente coprono i dipendenti in sciopero oggi.

APPALTO SCADUTO – L’appalto è però scaduto da diverso tempo e “L’Aquila” avrebbe perso la nuova gara, facendo però ricorso al TAR e ottenendo una proroga. Il Tribunale Amministrativo Regionale dovrebbe esprimersi nel merito già da domani: in caso di esito negativo la legge nazionale prevede la possibilità da parte dell’istituto di vigilanza di cedere i dipendenti che risulterebbero in surplus alla ditta subentrante. Un “escamotage” che eviterebbe  una situazione ben più grave di quella attuale.

QUALE FUTURO PER I DIPENDENTI? – Dei 33 attuali dipendenti 13 sono già in lista per essere “ceduti”. Nel caso in cui non ci fossero i presupposti per il passaggio dei dipendenti L’Aquila avrebbe già annunciato il ricorso alle procedure di mobilità,  che l’azienda avrebbe già posto in essere e momentaneamente congelato in attesa degli sviluppi legati alla vicenda dell’assegnazione del nuovo appalto. Ad un presente molto delicato quindi pare unirsi anche un futuro quanto meno incerto.

ANGELO GRECO