Alfonso Artiaco con accanto l'ex sindaco Agostino Magliulo

POZZUOLI –  “La mia decisione di  candidarmi scaturisce dalla necessità di offrire alla comunità puteolana una via d’uscita dall’impaludamento al quale siamo giunti ed è giunta la politica dei partiti a Pozzuoli, circostanza dimostrata dallo scioglimento di ben tre consigli comunali a partire dal 2004.  I partiti cittadini, indipendentemente dalle etichette e dalle bandiere, hanno dato vita, in questi ultimi anni ad un sistema di collocazioni variabili il cui risultato è la crisi nella quale versa Pozzuoli.

LA MIA CANDIDATURA  non nasce da un ragionamento politico di parte né vuole che venga vista e vissuta in quest’ottica. La mia candidatura e il ragionamento delle forze che la sosterranno vivono con uno spirito di servizio e a partire da un appello che rivolgo ai partiti tutti e alle personalità della città, teso al superamento di schemi e contrapposizioni che più che fallimentari si sono dimostrati dannosi. Nel corso delle settimane che hanno preceduto questa conferenza stampa ed in modo particolare a partire da una mia presa di posizione pubblica (lettera inviata al PD), mi è stato richiesto di impegnarmi in un percorso esplorativo teso a verificare se esistessero le condizioni per sciogliere una riserva a candidarmi a sindaco che, proprio a partire dalla pubblicazione di quella lettera, mi è stata sollecitata da più forze politiche e personalità cittadine.

TALE PERLUSTRAZIONE, pur se non del tutto conclusa, (è mia intenzione infatti valutare tutte le eventuali adesioni che dovessero presentarsi a questo progetto che da oggi non è già solo mio), continuerà fino all’ultimo minuto utile che precede la presentazione delle liste. Tuttavia la conferenza stampa di oggi rappresenta una tappa che, seppure non definitiva, vive un processo ancora in atto e che considero non concluso anche se oggi dichiaro la mia decisione a candidarmi a sindaco della città di Pozzuoli. La mia candidatura non è contro i partiti e gli uomini che li rappresentano,  la mia candidatura vive con uno spirito di servizio e si rivolge alla nostra comunità, ai cittadini elettori, invitandoli ad una riflessione che non si sclerotizzi dietro simboli o posizioni il cui bilancio in questa città è del tutto negativo. Ecco perché ho invitato e invito i partiti a fare un passo indietro, a decidere cioè di sostenere, pur senza rinunciare alle proprie idee, uno sforzo congiunto che unisca le energie e possa far nascere un governo che ridia speranza alla nostra comunità. E’ chiaro che tale posizione nasce dalla necessità e dalla consapevolezza che Pozzuoli, capoluogo della zona flegrea, vive una doppia crisi: quella nazionale e quella prodotta da una deindustrializzazione del nostro territorio che ha portato a tanta disoccupazione e a tanta sfiducia tra le giovani generazioni, annichilite dall’assenza di futuro lavorativo.

Tito Fenocchio e Andrea Ferro, due che hanno "sposato" il progetto

GRANDI SONO LE RISORSE  di cui dispone questo nostro territorio, pure se, non va mai dimenticato, esso è fragile, esposto all’aggressione della criminalità e perciò non attrattivo di corposi investimenti. Occorre partire da noi, occorre partire dalla nostra volontà, dalla nostra ferma determinazione a lottare per il futuro dei nostri figli ai quali abbiamo il dovere di consegnare una città e un territorio dal quale non si sentano né esclusi né sconfitti prima ancora di cominciare la loro vita di uomini del futuro.  Premessa indispensabile per avviare questa sfida è quella di uscire fuori dalla logica di “guerra per bande” che ha determinato un clima di balcanizzazione di Pozzuoli. Lo schieramento di forze e personalità che uscirà fuori al momento della presentazione della mia candidatura  non potrà né dovrà essere considerato uno schieramento di parte, dal momento che lo stesso nasce da forze e personalità la cui storia è di appartenenza a vari  schieramenti e culture politiche.

 NEL PRESENTARE LA MIA CANDIDATURA intendo rivolgere un appello ai giovani puteolani perché si impegnino in questa straordinaria sfida, utilizzando la loro passione e le loro speranze quali energia prevalente e centrale nell’affrontare la stessa. Rivolgo altresì un appello ai non giovani di questa nostra città perché in essi prevalga il senso di responsabilità e di servizio che non li faccia ricadere in scelte le cui logiche e i cui risultati abbiamo già tristemente vissuto. Dobbiamo costruire una “nuova frontiera” approfittando del tentativo attualmente in atto nel paese di ricostruire nuove basi di solidarietà sociale.

Pino Dardano con l'ex assessore Fabio De Falco

POZZUOLI E’ CAMBIATA.  La nostra città non è più quella dei lavoratori dell’industria, degli addetti alla pesca e all’agricoltura ma può diventare il territorio di un’avanzata sintesi di cultura che, partendo dalla propria identità, fa vivere questa storia come elemento unificante di un percorso in cui tutti noi ci dobbiamo riconoscere. Le attività del commercio, insieme a tutte quelle che si sono organizzate con grandi sacrifici in questi anni, hanno bisogno di un modello economico integrato che unisca le straordinarie preesistenze archeologiche, monumentali e ambientali a tutto un sistema di piccole industrie ed imprese artigianali che chiedono con forza infrastrutture e servizi adeguati, indispensabili per il loro sviluppo. Occorre unire la città in una nuova sintesi culturale, economica, urbanistica. Occorre far si che il Rione Terra e Monterusciello non si allontanino fino a rappresentare due realtà distinte dal resto del tessuto cittadino. La linea di costa, il suo uso e il suo sviluppo, vanno ricondotte con rigore e trasparenza ad un processo coerente e unitario. Un’attenzione particolare va rivolta alla riforma e alla gestione dell’apparato tecnico e amministrativo della città. Il risanamento della gravissima situazione del bilancio comunale (messa all’indice dalla Banca d’italia), e un diverso uso del personale comunale debbono rappresentare una risorsa su cui fare leva per rendere più efficienti i servizi cittadini.

E’ MIA INTENZIONE  non ripetere  comportamenti e trattative di basso profilo che hanno già dato triste prova di inadeguatezza all’interno della nostra recente storia politica. Sono peraltro aperto al confronto e a tutti i contributi che vorranno sostenermi, senza alcuna preclusione. Sollecito in quest’ottica la massima partecipazione al progetto che ho illustrato. Intendo, nel richiedere partecipazione e collegialità, affermare inoltre il mio diritto-dovere a decidere, assumendomi liberamente le responsabilità dell’eventuale governo cittadino”.