Pozzuoli - Corso Garibaldi in pieno centro storico

POZZUOLI – Terminata ormai la scarna campagna vendite natalizia i negozianti puteolani sono già proiettai agli imminenti saldi che per nella cittadina flegrea apriranno i battenti il prossimo 5 gennaio. Secondo le stime delle associazioni dei commercianti il calo delle vendite durante il periodo natalizio può essere stimato intorno al 50%: una forte crisi per un settore che in assenza di realtà economiche alternative è uno delle principali forze trainanti della città. Andato male il Natale si pongono le speranze sui prossimi saldi, che coinvolgendo soprattutto il settore del vestiario e delle scarpe coinvolgerà la maggioranza dei negozi presenti nel centro storico puteolano.

VINCENZO ADDATI – Ne abbiamo parlato questa mattina con Vincenzo Addati rappresentante dell’ Ascom Confcommercio Pozzuoli  «Sebbene i saldi coinvolgano solo alcuni settori, la loro buona riuscita avrà effetti positivi su tutto il commercio». Saldi comunque che sono stati nei fatti già anticipati al periodo natalizio «Molti commercianti hanno effettuato sconti e vendite speciali durante il periodo natalizio per venire incontro alla crisi del settore».

Vincenzo Addati Ascom

PREZZI TAROCCATI –  Ma in periodo di saldi c’è sempre la paura della “fregatura”, sulla Addati fornisce una sua versione ai così detti prezzi taroccati  «Molto spesso si arriva ai saldi con molti prodotti già ribassati per sconti precedenti quindi si ha la sensazione effettiva che i saldi siano un bluff ma non è così».

I SALDI COME VENDITA PRINCIPALE – Negli ultimi anni gli acquisti pare che vengano fatti solo in periodo di saldi, complice di questa sentenza non tanto la crisi ma quanto proprio il periodo nel quale partono  «I saldi dovrebbero essere vendite di fine stagione invece forse oggi partono troppo presto inficiando così le campagne vendite precedenti, ormai si aspettano i saldi per acquistare». Da un momento utile per svuotare il magazzino e liberarsi delle rimanenze i saldi si sono via via trasformati in momento principale per le vendite. Ma oggi ciò che  occorre è una repentina inversione di tendenza altrimenti resteranno in piedi solo le grandi catene di distribuzione ai danni dei piccoli esercenti che sono da sempre l’anima e la caratterizzazione di ogni centro storico.

ANGELO GRECO
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