POZZUOLI«Non chiedo una pena, una condanna, ma che prendano consapevolezza di quello che hanno fatto e soprattutto della gravità dell’episodio. Mio figlio è stato legato con una corda, aggrovigliato e colpito con calci e pugni da un gruppo di ragazzini. Devo ringraziare una donna che ha visto la scena e glielo ha tolto da sotto. Ora ha il naso gonfio, è ancora scosso e oggi non è andato a scuola. Ma posso dichiararmi fortunata perchè oggi mio figlio poteva anche non esserci». Dopo 48 ore è ancora turbata Giusy Peluso, la mamma del bambino di 11 anni picchiato sabato da un gruppo di ragazzini (di età tra i 10 e i 17 anni) in un’area di pertinenza del centro commerciale “Quarto Nuovo”, a Quarto.IL RACCONTO – Dopo la grande paura e l’iniziale racconto affidato ai social, la donna ha sporto denuncia ai carabinieri. La donna, che vive con il figlio e il marito a Pozzuoli, ha raccontato al nostro giornale quei concitati minuti «Mio figlio ha visto una cosa luminosa nei pressi delle giostrine, è uscito e si è avvicinato. Dice che si trattava di un coltellino. Ad un certo punto si è avvicinato un ragazzino che ha esclamato “fatti i fatti tuoi” e lo ha aggredito. In pochi secondi si sono avvicinati altri ragazzini che si sono buttati addosso. Fortunatamente una signora, che non conosco e che voglio ringraziare. Inoltre chiedo maggiori controlli in quel centro perchè ci sono molti bambini e adolescenti».

L’APPELLO – Infine Giusy lancia un appello ai componenti del branco, verso i quali dice di non nutrire alcun rancore «Sono disposta a perdonare quei ragazzini, non ho problemi, ma vorrei che capissero cosa hanno fatto, che si rendessero conto che questo non è un gioco. Chi compie questi gesti violenti a quest’età più che essere condannato andrebbe aiutato».