Una tessera del Pd strappata da un iscritto al partito dopo la scelta di Bersani di eleggere Marini a Presidente della Repubblica

POZZUOLI – Appena 5 mesi fa la città di Pozzuoli “bocciava” il “rottamatore” Matteo Renzi, regalando un plebiscito di voti al segretario del Partito Democratico Pierluigi Bersani. Infatti, durante le primarie del 24 e 25 novembre 2012, ben 1703 puteolani (pari al 57,9%) votarono per la corsa alle politiche Bersani mentre appena 379 elettori (pari al 12,9%) diedero la propria preferenza al sindaco di Firenze. Un risultato che non lasciava adito ad interpretazioni:  la città voleva quella classe politica che Renzi voleva “rottamare”. Ebbene, dopo appena 150 giorni, alla luce della debacle di Bersani, tutto è completamente stravolto e nel partito è iniziata la resa dei conti. A tutti i livelli: dal nazionale fino ai circoli cittadini Pozzuoli compreso, dove il Sindaco Vincenzo Figliolia (che il 22 aprile dovrebbe essere eletto presidente provinciale del PD ), da “Bersaniano doc”, starebbe  avviando un percorso proprio verso il progetto politico di Matteo Renzi insieme ai deputati Salvatore Piccolo e Giovanna Palma, il consigliere regionale Raffaele Topo e a diversi sindaci della provincia.

Il "renziano doc" Paolo Ismeno

LA RICHIESTA DI “ROTTURA” – Dunque, oltre alla resa dei conti sembra essere iniziata anche una fuga in stile “si salvi chi può”. Ma intanto in città i veri“renziani” fanno sentire la loro voce. E sono gli stessi che appena un mese e mezzo fa, quando il “bersanismo” era imperante, presentarono un documento di “rottura” con l’allora linea politica del partito. Era la sera del 4 marzo quando i “4 innovatori” Paolo Ismeno, Angelo Varchetta, Luigi Contessa e Fabio Postiglione (quest’ultimo comunque rimasto nell’area “bersaniana”) chiesero attraverso il documento “discontinuità nella gestione del partito, a livello provinciale e regionale, con atti certi auspicando la costruzione di un Partito, più vicino alla gente, capace di recepirne le istanze e di valorizzare le tante positive esperienze dei governi locali. Un Partito con gruppi dirigenti, regionali e provinciali, che superando logiche di appartenenza coinvolga quanti, con dedizione e sacrificio, si interfacciano quotidianamente con le problematiche dei cittadini”. Un documento discusso animatamente nel direttivo e dopo un aspro dibattito, condiviso prima dal sindaco Figliolia e solo successivamente dal resto dei membri del direttivo, giovani compresi.

BASTA CON LE VECCHIE LOGICHE – «Purtroppo quel documento non è mai stato divulgato e i suoi punti non hanno mai trovato un’applicazione nei fatti   – spiega Paolo Ismeno, uno dei “renziani” doc del Partito Democratico di Pozzuoli –  I risultati delle ultime elezioni nonché i fatti di questi ultimi hanno dimostrato che esiste una scollatura tra il partito e la gente. Una situazione che abbiamo cercato di portare alla luce in passato dovendo però fare i conti con un partito teso alla conservazione. Ora però è giunto il momento di dire basta, il circolo di Pozzuoli deve chiedere  un rinnovamento della classe politica a tutti i livelli, scrollandosi di dosso vecchie logiche e vecchie figure dirigenti all’interno del partito. Vogliamo il vero renzismo, rappresentanti che siano vicini alla gente e non più nominati attraverso appartenenze».  

 GENNARO DEL GIUDICE