Un momento del convegno dedicato a "Paolo di Tarso"

BACOLI – “Pozzuoli, la porta del Cristianesimo in Occidente”. Queste le parole che Papa Woytila usò per definire la città flegrea nella sua visita al nostro territorio nel 1990, riferendosi all’importante funzione che il centro puteolano e le zone circostanti avevano ai tempi dell’approdo di Paolo di Tarso a Pozzuoli nel 61 d.C.

IL SANTO – E proprio la figura del santo è stata al centro del convegno “Paolo di Tarso e il Cristianesimo delle zone flegree del I secolo”, tenutosi ieri pomeriggio nella gremita Aula Magna dell’istituto comprensivo “Paolo di Tarso” di Bacoli. All’incontro, organizzato dall’istituto con il patrocinio del Comune di Bacoli, hanno partecipato eminenti studiosi provenienti dal mondo universitario e religioso che, con i propri contributi, hanno dato vita ad una intensa serata ricca di spunti di riflessione di natura storica, filosofica e teologica.

L'esibizione di un giovane studente dell'istituto "Paolo di Tarso"

EBREI E CRISTIANI – Il prof. Pasquale Giustiniani della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, per esempio, ha posto in evidenza il complesso dibattito sulle presenze ebraiche e cristiane e i loro legami nella nostra zona, all’epoca un coacervo di lingue, culture e religioni diverse: chi erano davvero i cristiani e gli ebrei del tempo, quelli che San Paolo chiama “fratelli” nei suoi scritti? Quando è avvenuta la separazione netta e cruenta tra le due comunità religiose?

LA FEDE – E ancora, negli interventi del Prof. Don Pasquale Di Palma, Decano della Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale, e del prof. Don Gaetano Iaia dell’ Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Roberto Bellarmino” di Capua, il viaggio è al contempo affascinante esperienza di fede e conoscenza in cui si delinea non solo la figura di Paolo di Tarso, ma anche alcuni dei principi fondanti delle religioni ancora oggi professate nel mondo, dal Buddismo all’Islamismo e il Cristianesimo.

L’EVENTO – A rendere più suggestiva l’atmosfera, infine, l’esibizione musicale dell’orchestra della I.C. della “Paolo di Tarso” e quella teatrale della compagnia di Franco Napolitano sull’opera drammaturgica “Paolo di Tarso” di Maria Panetty Petrarca. Tutto questo sullo sfondo di quei Campi Flegrei, terre di fuoco e di acqua, porti e “porte d’Occidente”, dove tutto ciò che era noto ed ignoto nel mondo antico, approdava ogni giorno.

MANUELA L. CUCCURESE