La vittima, Antonietta Gigante

POZZUOLI –  I residenti di Licola Mare sembrano essersi abituati a morti ammazzati, furti e rapine. Negli ultimi tempi ben 4 delitti si sono registrati in un piccolo fazzoletto di terra estrema periferia di Pozzuoli e Giugliano. Ma questa volta l’ennesimo episodio di cronaca nera, la brutale uccisione di Antonietta Gigante sembra aver lasciato il segno: tutti sono sconvolti. «Ora abbiamo paura, temiamo che quanto accaduto alla povera Antonietta possa accadere anche a noi. Questa zona fa paura, la sera c’è il coprifuoco e siamo costretti a chiuderci in casa» racconta Rosaria, che vive in via Mollusco, a pochi passi dalla casa della vittima.

I DUBBI –  Chi ha potuto ammazzare un’anziana donna che viveva da sola nella propria abitazione? Perché tanto accanimento sul fragile corpo di una 76enne? Se lo scopo era rapinarla non potevano tranquillamente legarla senza ammazzarla? La gente di Licola Mare, i vicini, i conoscenti  in queste ore cercano di dare una spiegazione all’efferato delitto. Una banda di romeni, rapinatori del posto, balordi, si cerca di capire chi abbia potuto uccidere quella povera donna, dopo averla imbavagliata, legato le mani con un foulard e distesa sul letto per massacrarla di botte. Forse conosceva i suoi  rapinatori che una volta scoperti avrebbero messo a tacere una volta per sempre l’anziana? Mille ipotesi ma nessuna certezza.

Lo stabile di proprietà della famiglia di Antonietta Gigante

GLI INQUIRENTI  sono abbottonati sul caso, l’unica voce che trapela è che “si indaga a 360 gradi”. Un quiz che in queste ore gli uomini della squadra mobile di Napoli e gli agenti del Commissariato di Pozzuoli stanno tentando di risolvere. Nella giornata di oggi sarà effettata l’autopsia sulla salma, che potrebbe consegnare agli investigatori ulteriori indizi. Ma intanto a via Alice e lungo le anguste stradine  di via Licola Mare tutti hanno paura. Antonietta Gigante era una donna socievole, alla quale piaceva stare tra la gente. «Una donna solare» così la descrivono alcuni vicini di casa  che rivelano un antefatto preoccupante

IL PRECEDENTE – «Tempo fa Antonietta ci disse di aver visto delle persone girovagare intorno casa sua».

L'abitazione della vittima

La 76enne, che risulta essere una parente di Gennaro Longobardi, ritenuto il capoclan dell’omonimo sodalizio criminale egemone nella città di Pozzuoli. La 76enne, vedova, aveva tre figli. Il marito, Antonio Capone era proprietario di un immobile nel quartiere di Monterusciello in via Salvatore Di Giacomo oggi dato in affitto a una catena di supermercati. La vittima pare che ricevesse una quota della somma versata dalla società che gestisce il negozio. Soldi che sommati alla pensione, davano un certo agio alla donna che viveva da sola nella villetta a due piani di via Alice, a ridosso della spiaggia di Licola. Probabilmente la vittima usava custodire in casa i soldi anziché depositarli in banca, come spesso usavano fare le persone di una certa età. Modus operandi della donna molto probabilmente conosciuto anche dai suoi assassini, che sarebbero andati a “colpo sicuro”.

GENNARO DEL GIUDICE
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