La centrale nucleare del Garigliano (foto altocasertano.wordpress.com )

CAMPI FLEGREI –  «Non c’è pericolo per la popolazione». Lo fanno sapere fonti interne alla Procura di Santa Maria Capua Vetere, titolare delle indagini, relativamente alle acque prelevate a fine novembre dal nucleo sommozzatori della Guardia di Finanza di Napoli alla Centrale del Garigliano di Sessa Aurunca e successivamente analizzate dai militari del Cisam presso San Piero a Grado, e che la settimana scorsa sono state riconsegnate alla Procura. Ugualmente, però, la radioattività riscontrata all’interno dell’unica vasca di decantazione posizionata nei pressi del fiume Garigliano, è confermato risultare essere di gran lunga superiore rispetto alla radiazione naturale tanto che la stessa Procura nei prossimi giorni effettuerà nuove analisi e già ora sta studiando un sistema efficiente da fare utilizzare alla Sogin perché provveda quanto prima alla bonifica. Una situazione per certi versi analoga a quella riscontrata in zona Trincee.

MODALITA’ DI BONIFICA – Anche qui, sulla base di altre bonifiche di siti molto inquinati, la Procura studia un modus operandi valido per velocizzare le operazioni. In particolare l’attenzione è concentrata sul tipo di tecnologia da usare che una volta individuato servirà soprattutto a verificare cosa c’è effettivamente all’interno dell’area, attualmente sotto sequestro, di circa novecento metri quadrati a una profondità tra i venti e i cinquanta centimetri, tutt’ora periodicamente monitorata dai finanzieri della Guardia di Finanza di Mondragone. Restano infine da considerare le alluvioni degli anni passati che hanno interessato fortemente la zona spesso spingendo le acque del fiume fino all’interno del sito dismesso, oggi in decommissioning, con tutte le conseguenze nel momento in cui queste si ritraevano. Un pericolo, quelle delle invasioni delle acque, costante sin dalla nascita del sito e, di fatto, mai completamente risolto.

FRANCESCO FURLAN