L'auto della Polizia presidia l'ingresso all'impianto

POZZUOLI –  Prima il sit-in di protesta da parte di una quarantina di dipendenti della Hydrogest, poi il blocco totale delle attività dell’impianto di depurazione di Cuma-Licola. E i timori di un nuovo disastro ecologico ad appena 18 mesi da quello dell’estate  del 2009 quando per tre giorni liquami non depurati finirono in mare e in strada. Ma questa volta fortunatamente l’allarme è rientrato quando alle 15 le clochee idrauliche dell’impianto di depurazione sono tornate a funzionare mettendo fine alla fuoriuscita di liquami dalla foce in mare e dai tombini in strada. La protesta dei lavoratori, così come quella del luglio di 2 anni fa, nasce con le stesse  motivazioni: l mancato pagamento delle mensilità ai lavoratori dell’azienda che dal 2003 gestisce l’impianto.

MANCATI PAGAMENTI –  Questa volta a mancare sono gli stipendi relativi ai mesi di novembre e dicembre con annessa tredicesima. Motivo per il quale i lavoratori, in tutto una quarantina sugli oltre cento dipendenti della Hydrogest questa mattina hanno inscenato la protesta. Questi in un primo momento denunciavano un calo di tensione agli impianti di depurazione che provocava un rallentamento delle funzioni delle clochee idrauliche al quale non si poteva sopperire a causa della mancanza di mezzi, tecnici e manovalanza che avrebbero dovuto ripristinare la normale attività dell’impianto di depurazione.

Una vasca dell'impianto di depurazione

LIQUAMI IN MARE E IN STRADA –  Ma con il passare delle ore la situazione peggiorava fino alla tarda mattinata quando l’impianto si fermava completamente provocando una fuoriuscita in mare e per le strade di liquami. In pochi minuti, così come accadde nel luglio del 2009 saltavano i tombini lungo la strada invadendo via dei Platani e l”intera zona di Licola Borgo era infestata da un’aria irrespirabile. Contemporaneamente dalla bocca della foce posta lungo alla fine di Ariete, a Licola Mare, fuoriuscivano i liquami non trattati che finivano direttamente in mare preludio a quel disastro ecologico fin troppe volte vissuto da queste parti.

POLIZIA SUL POSTO –  A quel punto con una protesta che acquisiva modalità incivili e “catastrofiche” arrivava l’intervento degli agenti del Commissariato di Polizia di Pozzuoli che sortiva come effetto quello della riaccensione dell’intero impianto da parte degli operai che messi di fronte alle proprie responsabilità e di una denuncia penale (che per ora non è ancora giunta) provvedevano a far ripartire le clochee. Nel frattempo un’auto della polizia presidiava l’ingresso all’impianto. Poi intorno alle 15.30 la situazione tornava alla normalità, ma lo stato di agitazione dei dipendenti della Hydrogest prosegue: per domani mattina infatti è previsto un sit-in all’esterno dell’impianto.

GDG

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