MONTE DI PROCIDA – «Il quartiere di Cappella, ad oggi, pare completamente abbandonato». E’ la triste constatazione con cui, Armida Mancino, figlia di questa terra nonché cittadina attiva sul territorio esordisce in una lettera indirizzata al Comune di Monte di Procida. Un mittente che l’Assise ben conosce. Che più volte con penna e taccuino alla mano ha scritto all’Amministrazione in auge, senza tuttavia ottenere mai alcuna risposta ai suoi quesiti. Viabilità al collasso e sicurezza a rischio. Queste le principali criticità evidenziate e su cui sono numerosi i cittadini che vorrebbero accendere i riflettori. Ma andiamo per ordine.

UNA STRADA CHIUSA DA 4 MESI – Come si ricorderà, in seguito a cedimenti strutturali di due abitazioni, lo scorso 6 marzo veniva interdetta al traffico veicolare via Cappella, arrecando non pochi disagi ai residenti nonché al flusso veicolare. «Ad oggi non solo non è noto se e quando cominceranno i lavori per il ripristino della ordinaria viabilità, ma anche quali lavori, evidentemente sommariamente urgenti – scrive Armida Mancino – saranno intrapresi per garantire la sicurezza dell’intera area».

IL MISTERO DI VIA CAPUTIELLO – Non solo, la cittadina punta l’attenzione anche sullo stato di pericolosità in cui versa Via Caputiello, la strada gruviera “misteriosamente” scarificata ma non asfaltata. Un lavoro iniziato nel mese di maggio scorso, senza alcun preavviso né atto ufficiale e, ad oggi, non ancora portato a compimento. «Condizioni che destano preoccupazione per la sicurezza e l’incolumità dei cittadini», commenta amareggiata.

LA RICHIESTA – «Il tema della viabilità, nel nostro paese, si intreccia drammaticamente con quello dell’ordine pubblico, vista la particolare morfologia del territorio, e qualsiasi problematica relativa alla viabilità, purtroppo, si riflette potenzialmente sulla sicurezza di ciascuno di noi – aggiunge la nostra compaesana – ho chiesto di conoscere lo stato dell’arte per il quartiere Cappella, cioè il programma dei lavori relativi alla sistemazione delle predette vie, nonché l’eventuale esistenza di un piano di evacuazione in caso di calamità naturale e/o relative modifiche apprestate in conseguenza dei lavori». «Più volte ho tentato di interloquire con l’ente comunale sul tema viabilità e lavori pubblici, sia con gli organi tecnici che politici, senza ottenere riscontro alcuno». Questa la conclusione del suo messaggio, con l’auspicio che anche lo stesso Segretario comunale, quale garante della trasparenza, possa stimolare un riscontro sulle rappresentate urgenze.