L'arrivo della salma di Silvestri - (Foto La Stampa)

ROMA –   E’ stata aperta da pochi minuti al pubblico la camera ardente nella cappella del policlinico militare del Celio per il sergente Michele Silvestri, cinquantesima vittima italiana in Afghanistan. Dopo l’autopsia, il feretro del militare e’ stato portato nella piccola chiesa avvolto nel Tricolore. La moglie abbraccia la bara, mentre i parenti di Silvestri, il padre, la madre, la sorella ed il fratello, sono in silenzio, raccolti in preghiera. La camera ardente rimarra’ aperta per un’ora, successivamente il feretro verra’ condotto alla chiesa di Santa Maria degli Angeli, dove si terranno i funerali dalle 18.

L’ARRIVO DELLA SALMA –  Il pianto disperato della moglie e della mamma ha segnato la breve mesta cerimonia del rientro dall’Afghanistan della salma del sergente Michele Silvestri. La bara, avvolta nel tricolore, e’ stata fatta scendere dal C130 da 6 commilitoni del 21/o Genio Guastatori di Caserta. Davanti al picchetto d’onore la benedizione da parte dell’Ordinario militare, l’arcivescovo Vincenzo Pelvi e l’omaggio del ministro della Difesa Giampaolo Di Paola che ha poggiato le mani sul feretro. Dopo le note del ”Silenzio” il corteo ha seguito il feretro fino al carro funebre. Qui i pianti delle due donne del fratello e della sorella si sono fatti irrefrenabili. La mamma Teresa e la moglie Nunzia hanno gridato a piu’ riprese toccando la bara dopo che era stata deposta nel carro funebre. La salma ha quindi lasciato l’aeroporto di Ciampino alle 11.20 diretta all’Istituto di Medicina Legale dove, come da prassi in casi del genere, è stata eseguita l’autopsia.