MONTE DI PROCIDA – «Dimenticati da un’Amministrazione poco disposta al confronto». Si sentono così quei montesi che “in casa propria” nulla sanno di quanto sta accadendo circa gli interventi previsti dal “Grande Progetto per il risanamento ambientale e la valorizzazione dei Laghi dei Campi Flegrei”, le cui attività di cantiere sono riprese dopo ben cinque mesi di fermo e senza alcun preavviso. Lunedì scorso il Sindaco Giuseppe Pugliese, ha tenuto un incontro pubblico per informare la cittadinanza sullo stato di avanzamento dei lavori presso la Sala Quandel del Municipio.

INCONTRO PUBBLICO SENZA CITTADINI – Un confronto aperto alla comunità di cui, però, paradossalmente quasi nessuno ne era a conoscenza. Non un comunicato stampa, non un avviso sul sito istituzionale dell’Ente e neppure una locandina affissa in città al fine di pubblicizzare un sì importante appuntamento. Conseguenza: coloro i quali avrebbero voluto prendere parte al meeting, non hanno potuto. Soltanto sulla pagina Facebook del Comune di Monte di Procida, il 26 maggio è apparso un “post” pubblico in riferimento alla riunione che si sarebbe svolta da lì a pochi giorni. «Insomma, se non sei iscritto al social e non hai attive le notifiche della pagina Fb dell’Amministrazione, della vita politico-amministrativa di questo paese non puoi saperne alcunché. Una discriminazione bella e buona», aggiungono.

LE VARIAZIONI AL PROGETTO – «Eppure – commentano ancora esterrefatti – sono state approntate addirittura modifiche al progetto che interessano non poco soprattutto i cittadini residenti in via Giovanni da Procida». Ad annunciare le variazioni che riportiamo integralmente è la Struttura Tecnica a cui è stato affidato l’intero iter dei lavori e che fa capo al Comune di Pozzuoli. «L’intervento di ristrutturazione ed adeguamento funzionale del sistema fognario intercomunale Monte di Procida – Bacoli – Pozzuoli rappresenta per l’intero territorio comunale di Monte di Procida un momento chiave per la risoluzione definitiva di ataviche criticità legate allo sviluppo di una comunità per anni afflitta da una rete di smaltimento delle acque reflue inadeguata, soprattutto per la complessa configurazione morfologica del territorio ed un contesto idrogeologico particolarmente fragile – si legge nel comunicato – Nello specifico occorre precisare che le analisi tecniche ed amministrative condotte durante il periodo di sospensione dei lavori, da parte dei tecnici dell’amministrazione e dell’impresa appaltatrice, sono state necessarie per attuare verifiche mirate alla fattibilità tecnica del ramo dell’emissario finale della condotta ubicata nell’intera area a monte di via Giovanni da Procida».

COSA CAMBIA – «Al fine di non modificare il funzionamento idraulico di progetto, ma allo stesso tempo preservare i sottoservizi esistenti, evitando disservizi e disagi alla popolazione, è stata prevista la realizzazione, in opera, di una struttura scatolare in c.l.s.a. Saranno inoltre ridotti gli impatti sulla viabilità ordinaria e migliorata la performance del sistema in termini di captazione delle acque di scorrimento superficiali. Ciò renderà possibile, nell’immediato, la realizzazione del I° tratto del predetto scatolare, a partire dal manufatto partitore ubicato nella piazza XXVII Gennaio, anche attraverso l’incremento delle opere di presidio idraulico e la riduzione della lunghezza dei tratti da eseguire. Il tutto limitando interferenze e velocizzando la realizzazione delle opere. Su tale tratto studi più approfonditi delle sezioni di collegamento idraulico con la parte iniziale del pozzo a vortice hanno consentito di scongiurare la possibilità di condizioni di deflusso/afflusso anormali, confermando il posizionamento e l’interconnessione plano altimetrica delle varie opere. Per quanto attiene l’accesso alle attività commerciali presenti, di concerto con l’amministrazione, si è stabilito di predisporre accessi alternativi. Il periodo di sospensione fin’ora attuato – concludono i tecnici – oltre che consentire gli approfondimenti dovuti ad un intervento di particolare complessità idraulica, come quello in atto, è stato indispensabile per garantire condizioni di massima sicurezza ai cittadini, dovendo operare in un’area estremamente antropizzata».