Pollice, Pollio e Marrandino durante la conferenza stampa di oggi pomeriggio

POZZUOLI –  Tre ex consiglieri comunali dell’UDC oggi “semplici” tesserati del partito che dichiarano guerra ai 4 colleghi dell’ex maggioranza che con le loro dimissioni hanno mandato a casa Agostino Magliulo. Parlano a nome del partito puteolano i tre tesserati ex consiglieri Giovanni Pollio, Mario Marrandino e quel Tommaso Pollice che con il suo passaggio dal centrosinistra all’UDC ha rappresentato la goccia che ha fatto traboccare il vaso ( come confermato da Figliolia, Morra, Maione, Iasiello, Costigliola e Pacileo) e che ha aperto un caso “diplomatico” all’interno del partito di Casini a tal punto da creare un solco tra Iacolare e Alfano. Partito dal quale sono pronti a prendere le distanze se alle prossime elezioni gli stati generali decideranno di fare il terzo polo con FLI o con qualsiasi partito che abbia nelle proprie fila i 4 dimissionari di maggioranza. Ma il resto dei tesserati dell’UDC sarà d’accordo?

Mario Marrandino

E PER DOVERE DI CRONACA: Tommaso Pollice, “reo” di aver utilizzato un metodo poco consono alle leggi di partito (è entrato nel partito senza l’avvallo della segreteria) e forte di quella tessera all’UDC che da oltre un anno aveva in tasca non è ancora “ufficialmente” membro del partito. Ufficialità che dovrebbe però arrivare nei prossimi giorni, quando “giurano” tutto sarà formalizzato. E proprio lui oggi durante la conferenza stampa che dei tre è stato l’unico a non esprimersi sul caso Magliulo, senza condannare (a differenza dei due colleghi) l’operato dei suoi ex alleati di maggioranza. L’unica cosa che si è limitato a dire è stata «La causa dello scioglimento comunale è stata la campagna tesseramenti del PDL che ha visto Giacobbe sconfitto». Pollice che viene “assolto” dai suoi colleghi quando si parla di trasformismi e tradimenti: lui che è passato dal centrosinistra al centrodestra non è nessuna delle due cose perché in tasca quando si alleò con Figliolia aveva già la tessera dell’UDC e tutti sapevano “il segreto di Pulcinella” come lui stesso definisce.

Giovanni Pollio

ATTACCHI PESANTI –  Pollio e Marrandino invece hanno attaccato senza mezzi termini la scelta di mandare a casa Agostino Magliulo. I loro bersagli principali sono stati Salvatore Maione, Fabio Costigliola e Pasquale Giaccobe, mentre hanno assolto il centrosinistra e Figliolia. «Mai un terzo polo se rimarranno certi personaggi, anche se ad imporcelo dovrebbero essere gli stati maggiori dell’UDC. Non alberga nelle nostre menti tradire, non si può non avere un assessore e sfiduciarlo» è stato il loro cavallo di battaglia

Tommaso Pollice

MARRANDINO –  «Abbiamo detto tutto con il manifesto, quei 4 sono consiglieri sfiduciatari di professione. Purtroppo l’amministrazione si è sciolta perché Magliulo aveva promesso a Pozzuoli Futura e a FLI un assessore che poi non gli ha più dato. E’ inutile nascondersi dietro a un dito. Giacobbe sapeva che la giunta tecnica sarebbe durata un anno così come lo sapeva Maione. Perché non hanno aspettato questo tempo? Perché dopo soli 5 mesi si sono così tanto impegnati a sciogliere il consiglio comunale? Forse Maione ha avuto paura che l’UDC con 3 consiglieri avrebbe avuto un assessore e lui no? Ma poi sapendo che il sindaco voleva dare 2 assessori al centrosinistra perché non ha chiamato gli amici dell’UDC con i quali avrebbe dovuto fare il terzo polo invece di dirlo dopo 10 giorni? Non è stato Figliolia a muoversi contro Magliulo, anzi lui ha subito quei quattro» Ma al rappresentante di FLI viene riconosciuto il coraggio di una scelta controtendenza in consiglio comunale, “mentre gli altri hanno fatto i carbonari”. E sul caso Pollice: «Non vedo come Magliulo abbia potuto incidere sul passaggio di Pollice all’UDC visto che da capo del PDL la cosa più normale sarebbe stata  quella di portarli nel suo partito e Maione sapeva della cosa da ben 5 mesi» mentre definisce Fabio Costigliola “un consigliere per modo di dire” mentre sciorina alcuni articoli di giornale evidenziando contraddizioni nelle dichiarazioni di Facio Cositgliola tra il 25 e il 26 novembre.

POLLIO –  «Hanno fatto una porcata, sono 4 pirla della politica. Perché chi fa politica anche  non condividendo alcune cose sarebbe dovuto venire in  consiglio comunale  e dire “Sindaco prendi atto non hai più i numeri”. Chi fa la politica dovrebbe avere il buonsenso di parlare. Che rapporto potremmo avere con queste persone qualora dovessimo fare con loro il terzo polo? L’atto più grave lo ha fatto Giacobbe e non Maione e Costigliola che lo fanno per professione.  Per il futuro vogliamo fare una coalizione vedendo le persone e non il colore politico per dare un consiglio comunale a questa città sfortunata e parleremo con le altre forze politiche della città affinchè queste non si coalizzino con quei quattro».  

GENNARO DEL GIUDICE
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