Mariangela Melato

ROMA – Si è spenta una grande artista dello spettacolo italiano. Mariangela Melato è morta a Roma  dopo una lunga malattia, di cui in pochi erano a conoscenza. Aveva 71 anni. Grande perdita per le scene del cinema e del teatro italiano ed internazionale, la Melato ha dimostrato d’essere nella sua carriera una donna straordinaria dalla grande forza e determinazione ed una interprete con caratteristiche uniche. Si definiva una donna non bella ma particolare, dal carattere duro ereditato dal padre che era tedesco. Il suo volto dotato di tratti particolari l’ha sempre caratterizzata di una bellezza non banale ma atipica e che la resa  attrice brillante capace di far ridere con la sua voce sempre così profonda e graffiante. Aveva anche  affrontato personaggi di grande impegno drammatico.

UNA VITA IN CARRIERA – Nata a Milano nel 1941, da giovanissima studiò pittura all’ Accademia di Brera, disegnando manifesti e lavorando come vetrinista presso la Rinascente per pagarsi i corsi di recitazione di Esperia Sperani. Le biografie raccontano come nel 1960, non ancora ventenne, entrò nella compagnia di Fantasio Piccolo, debuttando come attrice in Binario cieco di Terron, rappresentato al Teatro di Bolzano. Lavorò con Dario Fo in Settimo: ruba un pò di meno e La colpa è sempre del diavolo.  Nel 1967  lavorò con Luchino Visconti  ne La monaca di Monza. Nel 1968 la sua affermazione definitiva nella propria attività teatrale ne l’Orlando furioso di Luca Ronconi, ma ebbe successo anche nella commedia musicale di Garinei e Giovannini Alleluia brava gente 1971.

 TRA CINEMA E TEATRO –  La sua biografia raccolta da Wikipedia parla del suo debuttò nel 1970 al cinema nel film diPupi Avati Thomas e gli indemoniati. Nel cinema alternò ruoli drammatici (La classe operaia va in paradiso, 1971, e Todo modo, 1976, di Petri; Caro Michele, 1976, di Monicelli; Oggetti smarriti, 1979, e Segreti segreti, 1985, di Giuseppe Bertolucci …  a quelli da commedia, come in Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972), Film d’amore e d’anarchia (1973), Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974), di Lina Wertmüller e tanti altri. La sua carriera e la sua indole rimangono comunque inderogabilmente legati al mondo del teatro. Qui affrontò personaggi di grande impegno nelle tragedie Medea (1986) e Fedra (1987) di Euripide e nelle commedie Vestire gli ignudi di Pirandello (1990) e La bisbetica domata di Shakespeare (1992). Nella stagione 19821983 è coprotagonista con Giorgio Gaber dello spettacolo teatrale Il caso di Alessandro e Maria scritto da Gaber e Sandro Luporini. Dal 1992 e per i successivi dieci anni ha collaborato con il Teatro Stabile di GenovaDagli anni novanta lavorò per la televisione ed anche in questo caso non avrà mai una caduta di stile. Compagna per molti anni dello showman Renzo Arbore.

ADDIO MARIANGELA Mai nessuno si sarebbe immaginato che potesse uscire di scena così all’improvviso.  Eppure, la sua morte ha di per se qualcosa di estremamente teatrale, come un colpo di scena che anche in questa situazione, le dona l’applauso a scena aperta. Quando la malattia del cancro al pancreas la colpì, non si arrestò la sua voglia di fare arte, di fare anima cavalcando le tavole del palcoscenico e facendo si che il suo stare in scena non fosse solo luce per se stessa ma per tutti, si la Melato illuminava e continuerà ad illuminare perchè di certo ora è nel firmamento celeste tra le stelle. Grazie Mariangela, noi di Pensieri e Parole vogliamo ricordarla così mentre sorride e fa una smorfia!

CELESTE PEZZINI