POZZUOLI – Riceviamo e pubblichiamo: Mi chiamo Mariano Manzo, e con la presente vorrei a portare a conoscenza della pubblica opinione lo schifo che è capitato alla nostra famiglia. Da circa 2 mesi ho perso mia moglie S.R. di anni 52 per una gravissima malattia e dopo un percorso di atroci sofferenze che hanno fatto star male non solo lei, ma tutta la famiglia, in quanto, eravamo costretti ad alleviare le sue problematiche con assistenza continua notturna e diurna e con ripetuti ricoveri ospedalieri. Consigliati da un amico di famiglia in data 28.12.20016, abbiamo inoltrato domanda per il riconoscimento di invalidità civile al fine di ottenere eventuali provvidenze che potessero in parte aiutarci almeno economicamente durante il calvario che stavamo affrontando. 

DEBITI PER LE CURELa commissione medica, in data 18.04.2017, convocava mia moglie per la visita di controllo, dove la stessa veniva condotta in carrozzina, viste le sue critiche condizioni di salute; mia moglie purtroppo il 26.07.2017 veniva a mancare. Vi lascio immaginare il vuoto e l’angoscia che ha lasciato al sottoscritto ed ai figli……..ma, in questi casi, devi per forza maggiore trovare tutte le residue risorse che ti sono rimaste dentro ed andare avanti. Inutile sottolineare (solo chi ci è passato per queste situazioni può capire) che la famiglia in questo periodo è stata sottoposta a notevoli sforzi economici non facilmente gestibili da parte nostra, in quanto unico reddito familiare è il sussidio di lavoratore socialmente utile del sottoscritto e quindi ho dovuto fare anche qualche debito presso amici e parenti a cui avevo promesso di restituire almeno una parte subito, non appena venissero liquidate le spettanze economiche per invalidità civile e conseguente assegno di accompagnamento dovuto in questi casi, ovvero: € 289 + € 513.

NESSUN ACCOMPAGNAMENTO – In questi giorni mi è stato recapitato il verbale per il riconoscimento dei requisiti relativo alle problematiche sopradescritte, ma con somma meraviglia leggevo l’esito della valutazione proposta dal CML in data 09.08.2017: invalido con totale inabilità lavorativa: 100% art.2 e 12 L 118/71 ovvero con diritto di ricevere solo €289 per la grave invalidità, ma senza riconoscimento dell’assegno di accompagnamento nonostante la diagnosi era: linfoma non hodgkin a grandi cellule b stadio IV°-SA in trattamento chemioterapico. E con prevista revisione a giugno del 2019.

LA RABBIA – In poche parole, nonostante la gravità della malattia che aveva oramai compromesso molti organi vitali di mia moglie, questi sapientoni non solo hanno ritenuto che mia moglie non aveva bisogno di assistenza continua non essendo in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita, ma addirittura avevano prospettato per lei un miglioramento di salute che sarebbe potuto avvenire negli anni a seguire. E quindi, concludo, dicendo che il motivo di questa mia lettera che chiedo di rendervi pubblica, non deve solo essere motivo di ennesimo scandalo, ma lo strumento di chi vuole gridare in faccia a coloro che hanno sottovalutato la situazione di mia moglie: VERGOGNATEVI E CAMBIATE MESTIERE.