I quattro firmatari della maggioranza

POZZUOLI –  Oggi come ieri nella lista dei dimissionari ci sono Fabio Costigliola e Salvatore Maione, ma ciò che più colpisce è la presenza di Gennaro Pacileo e di Guido Iasiello, quest’ultimo nipote di quel Pasquale Giacobbe mandato a casa appena 18 mesi fa proprio dai due consiglieri sopra con i quali questa volta il nipote si è alleato. Guido Iasiello è ritenuto insieme a Gennaro Pacileo un “fedelissimo” dell’ex sindaco, il quale a sua volta nel maggio del 2010 all’indomani delle dimissioni dei consiglieri che decretarono la sua “caduta” parlò di “killeraggio politico”.

CON LA STESSA ARMA –  «Le dimissioni dei 16 consiglieri comunali sono un crimine politico ad esclusivo danno della città di Pozzuoli» disse Giacobbe accusando i “poteri occulti” nelle mani di alcuni “potentati” della città. Ebbene, questa volta proprio dal suo “gruppo” sarebbe partito il blitz che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale con le stesse modalità. La mancata giunta politica, la mancata elezione del nipote Guido Iasiello,  la campagna tesseramenti del PDL con iscrizioni portate “altrove”, con l’avvicinamento a Magliulo del “fedelissimo” Antonio Bonaiuto e in ultimo il passaggio di Pollice dall’opposizione alla maggioranza: sarebbero questi i “peccati” commessi dal sindaco e che Pasquale Giacobbe non gli avrebbe perdonato.

Pasquale Giacobbe

L’INPUT DELLE DIMISSIONI   sarebbe partito proprio dagli alleati del sindaco Magliulo, che lunedì sera avrebbero fatto la proposta ai “nemici” dell’opposizione i quali si ritrovavano su un piatto d’oro la possibilità di mandare a casa l’intera amministrazione di centrodestra. Iniziata la conta dei disponibili, partivano i colloqui che sono proseguiti nella giornata di martedì, dove in gran segreto prima in un bar di Licola e successivamente in un ristorante di Arco Felice, si è arrivati alla ratifica delle dimissioni davanti al notaio Francesco Fasano.

L’INTOPPO  in tarda serata al comune, dove il segretario generale Carmine Cossiga non apriva il protocollo rimandando il tutto a stamattina. Nel frattempo al comune arrivava il presidente della Provincia Luigi Cesaro che tentava di mediare. Ma al suo arrivo i quattro dimissionari della coalizione di maggioranza lasciavano la casa comunale.

L'ormai ex sindaco di Pozzuoli Agostino Magliulo

L’EPILOGO –  Infine stamattina alle8.01 il documento con le 13 firme dei dimissionari veniva depositato all’ufficio protocollo del comune di Pozzuoli dove per la terza volta negli ultimi 6 anni viene sciolto il consiglio comunale. E decretando, dopo appena  191 giorni, la fine dell’avventura come sindaco di Agostino Magliulo, per oltre 30 anni ingegnere capo del comune. Dopo il passaggio al protocollo, alle 11 il comandante del corpo di Polizia Municipale Carlo Pubblico ha consegnato il plico contente le dimissioni dei 13 consiglieri (su 24 eletti) alla Prefettura che entro domani pomeriggio (24 novembre) o al massimo domani mattina nominerà il commissario prefettizio che avrà il compito di traghettare fino alle prossime elezioni (che dovrebbero tenersi in primavera) la città. Intanto è caos a Pozzuoli per un epilogo che forse nemmeno il più oltranzista dei nemici di Magliulo si aspettava.

GENNARO DEL GIUDICE
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